Rovereto

Una bomba da 500 chili in Manifattura

Scoperta durante gli scavi per l’accesso di un garage interrato, è rimasta per 70 anni sotto quattro metri di terra


di Giuliano Lott


ROVERETO. E' rimasta lì, sotto qualche metro di terra, per settant’anni. Ci hanno camminato sopra, del tutto ignari, centinaia di dipendenti della Manifattura. Ieri mattina la bomba d’aereo americana, un “pillolone” da mille libbre (poco meno di 500 chili) è tornata alla luce durante gli scavi di Progetto manifattura. Si tratta di una delle circa duemila bombe inesplose che tuttora si trovano nel sottosuolo del Trentino, frutto indesiderato della incessante campagna di bombardamenti da parte dell’aviazione americana. che risalgono al periodo compreso tra il 1944 e il 1945.

L’ordigno è stato scoperto durante gli scavi per la realizzazione della rampa dei garage di Progetto Manifattura, a una decina di metri dal muro di cinta che si affaccia su via Zigherane. Ad accorgersi che sotto terra c’era qualcosa di strano è stato l’operatore dell’escavatrice, quando la benna ha incontrato l’involucro di metallo, a una profondità di circa 4 metri. In quel punto, che si trova da un lato a poco più di 100 metri dal ponte delle Zigherane e dall’altro a una quarantina di metri dalla storica ciminiera della Manifattura, dall’epoca dei bombardamenti, nessuno aveva più scavato.

Del ritrovamento è stata informata la compagnia dei carabinieri di Rovereto, che ha provveduto ad allertare il Commissariato del Governo e gli artificieri del 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento, i quali sono arrivati al cantiere in tarda mattinata ed hanno subito messo in sicurezza il residuato bellico,

La bomba ha una lunghezza di circa 120 centimetri e un diametro di mezzo metro. In apparenza sembra che abbia perso una delle due spolette (le bombe aeree americane erano dotate di una spoletta in testa e una in coda) e le sue condizioni complessive sono ancora da valutare: da queste dipendono le modalità con cui l’ordigno verrà inertizzato. Nella migliore delle ipotesi, cioè qualora il fusto della bomba sia abbastanza integro, potrebbe venire despolettata sul posto (e quindi di fatto inerti«zzata) per poi trasportarla in qualche zona sicura (di solito in una cava di sabbia) per farla brillare con un’esplosione controllata. Nel caso che il fusto sia danneggiato e la bomba non sia trasportabile, andrebbe fatta brillare sul posto: ne conseguirebbe un raggio maggiore per l’evacuazione della zona. A breve, raccolti tutti i dati dagli artificieri, il Commissariato del Governo convocherà una riunione operativa con il Comune, i pompieri e le forze dell’ordine, per stabilire la migliore procedura per la bonifica.













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