Attaccati impianti di petrolio e gas nel Golfo: i prezzi si impennano
Non si arresta la caduta delle Borse europee con l'escalation del conflitto in Medio Oriente e gli attacchi americani e israeliani a impianti petroliferi in Iran e quelli dei pasdaran nei Paesi arabi: balzo del greggio che sale fino a 115 dollari al barile e del gas che ripiega a 66 euro dopo aver toccato in apertura il picco di 74 euro a megawattora. Israele in particolare ha colpito il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars e aumentano i timori per le forniture energetiche globali mentre schizzano i prezzi.
L'escalation che vede coinvolte "per la prima volta" le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo "è sconsiderata", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. "Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati", ha aggiunto.
Ancora droni iraniani contro gli impianti petroliferi dei Paesi del Golfo. Colpite e date alle fiamme due raffineria in Kuwait. Un altro drone si è schiantato contro la raffineria saudita di Samref, nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil. Nel video, l'incendio che devasta una raffineria di petrolio in Iran