VALLE DI FASSA

Sveglia alle 4 e 30, così i turisti provano la mungitura

Tutti in malga di primissimo mattino per provare le "esperienze vere" della montagna


Elisa Salvi


VALLE DI FASSA. «Che soddisfazione radunare il bestiame al sorgere del sole e mungere una mucca!», mentre lo dice ha gli occhi (non solo la bocca) che ridono Alessandra Cogodi, giovane psicologa giunta venerdì col fidanzato dalla provincia di Varese, in Val di Fassa per partecipare, con una trentina di persone, ad #albeinmalga.

Tutti in malga all'alba per imparare a mungere

Alcune immagini dell'alba in malga organizzata sabato mattina in valle di Fassa a Malga Vael dopo una notte trascorsa al rifugio Roda de Vael (fotoservizio Andrea Costa) Leggi l'articolo

L’iniziativa - promossa per il terzo anno da Trentino Marketing e le Apt d’ambito in collaborazione con la Strada dei Formaggi delle Dolomiti - è un’immersione nella vita del malgaro che ha davvero conquistato quanti hanno preso parte all’appuntamento fassano di sabato scorso. “Un’esperienza indimenticabile” è, infatti il ritornello, dell’armonia di campanacci in sottofondo, che si sente ripetere mentre il gruppo, in compagnia della guida alpina Giuliano Mazzel, scende da Malga Vael verso Vigo, dove quasi 24 ore prima è iniziata l’avventura.

In Val di Fassa #albeinmalga si arricchisce (la sera precedente all’attività) di una notte in rifugio, in questo caso trascorsa al Roda di Vael (raggiunto dal Ciampedìe lungo il panoramico “Troi da la feides”) da dove si è goduto un tramonto da favola con lo sguardo che si è allungato dalla Marmolada fino alle Tofane protagoniste di un’infuocata “enrosadira”. Dopo la cena e un’occhiata prima di dormire alla volta punteggiata di stelle, sveglia alle 4 e 30 per assistere a una strepitosa aurora dolomitica e quindi via verso “la mandra” dove Tobia e Isacco, figli di Renzo Felicetti gestore della Malga Vael, hanno atteso i turisti per farsi aiutare a portare il bestiame nella stalla.

La mungitura manuale è piaciuta tantissimo, con una fila di volontari disposti a riempire i contenitori del latte. Altrettanto gradita la preparazione della panna prima, e del burro poi, che ha visto molti, con i consigli dell’esperto Antonio Bonet, girare a turno un’antica zangola trasformando il latte in una delizia da spalmare sul pane, sfornato da Roberta, la moglie di Renzo, che invece ha mostrato la preparazione del formaggio, facendosi dare una mano dai suoi ospiti. Dopo tanto lavoro, colazione tutti insieme a base di latte, yogurt, formaggi, torte e marmellate fatte in casa, confrontando emozioni mai provate, prima di salutare con gratitudine la famiglia Felicetti per aver regalato “un’esperienza indimenticabile”.













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