«Riforma del credito, sono necessarie alcune modifiche» 

La sottosegretaria Castelli «gela» il Trentino. Forse già a luglio la possibile moratoria della legge



TRENTO. Per il presidente di Cassa Centrale uno stop della riforma del credito cooperativo sarebbe un disastro sia dal punto di vista economico, visti gli investimenti già fatti per la costruzione dei gruppi bancari, che dal punto di vista dell’efficienza e solidità del settore. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto che la riforma va avanti e che nelle prossime settimane l’istituto darà le autorizzazioni ai gruppi. Ma il governo va avanti imperterrito sulla strada dello stop, almeno temporaneo, alla riforma. In seno all’esecutivo ormai si è fatta strada la convinzione che sia necessaria una moratoria che dovrebbe andare dai 6 ai 18 mesi della riforma. Una sospensione che potrebbe essere lunga anche un anno e mezzo. Una vita per un settore come quello del credito. Il provvedimento dovrebbe essere adottato con il primo decreto in materia finanziaria, forse già entro al fine di luglio. Da ambienti del governo si avanza anche l’ipotesi di una data, il 20 luglio. Sia Lega che 5 Stelle sembrano convinti della necessità di una moratoria.

Ieri anche la sottosegretaria all’Economia, Laura Castelli, si è espressa in questo senso: «È un tema che sta a cuore a questo governo, il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno sempre portato avanti il tema di rivedere alcuni sistemi della riforma che non ci era piaciuta per niente e che sta creando un po’ di problemi. Quindi, stiamo lavorando per riuscire a correggere alcuni aspetti. La sottosegretaria aggiunge che «non è necessario bloccare tout-court» la riforma, bensì si può «aggiustarla». Quanto ai tempi, la numero due del Ministero dell’Economia spiega che si cerca di fare presto «ciò è abbastanza ragionevole, ma prima di dare delle date sono cauta, perché i meccanismi sono tanti. C'è la volontà di farlo prima possibile. La Castelli poi ha spiegato che il governo vuole intervenire: «Credo rappresenti la volontà di volerci mettere la testa dentro e osservare tutti gli effetti». Il sottosegretario trentino Maurizio Fugattti aggiunge che è ancora possibile un dialogo: «A noi interessano tre capisaldi: l’autonomia delle singole banche di credito cooperativo, il mantenimento del credito a piccole e medie imprese e il rispetto del ruolo del socio che dovrà continuare a scegliere gli amministratori».













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