Prg, variante in consiglio ma senza concessioni

Oggi in municipio la seconda adozione: niente nuove deroghe per le soffitte e non cambierà la destinazione dei capannoni industriali attualmente vuoti


di Roberto Gerola


PERGINE. Approda stasera in sede consiliare notevolmente ridimensionata la proposta di variante al Prg per la seconda adozione.In sostanza viene stralciato uno dei due cardini su cui la variante poggiava. Il primo riguardava le nuove norme a proposito delle “soffitte fantasma” e il secondo sul riutilizzo dei capannoni per attività produttive ora vuoti e il riferimento è a quelli esistenti di viale dell’Industria.

La giunta Oss Emer aveva deciso di permettere l’insediamento in questi capannoni di tutta una serie di attività. A questo proposito una prima perplessità era stata avanzata dalle forze politiche di opposizione ancora in sede di prima adozione. In sostanza, permettere di ricavarvi mense, palestre, sportelli bancari, parcheggi, pubblici esercizi, discoteche, centri benessere, rimessaggio camper. «Erano in contrasto con la normativa provinciale», era stato sottolineato. Poi erano intervenuti gli stessi uffici provinciali a evidenziare il “contrasto” nell’ambito delle osservazioni degli uffici urbanistici (pubblicate in questa pagina già a metà giugno scorso).

Contestavano l’opportunità data ai capannoni, ma anche la norma che sulle “soffitte” (l’altro cardine della variante) che allungavano i tempi dal 2010 al 2014 per la “sistemazione” delle situazioni verificatesi a seguito della normativa decisa nel 2002. Questo perché, secondo la Provincia, erano già sufficienti quelle appunto emanate nel 2010, per cui le situazioni post 2010 e ante 2014 non avrebbero alcuna pertinenza.

Ma c’è stata un’altra serie di osservazioni, questa volta elaborata dagli uffici comunali (gli stessi che hanno predisposto la variante al Prg). Tra queste quella riguardante la definizione di “edificio esistente”.

L’ufficio tecnico comunale aveva allargato le “maglie” suggerendo di considerare edificio esistente anche quello con semplice autorizzazione a costruire l’edificio e dunque senza nemmeno aver avviato i lavori di realizzazione dell’edificio stesso. Avrebbe permesso di costruire “soffitte” anche in caso di autorizzazioni rilasciate nel periodo compreso tra il 2010 e il 2014.

In questo caso la giunta Oss Emer ha ritenuto di non accogliere il suggerimento. La definizione di edificio esistente trova fondamento nell’articolo (legge provinciale) a proposito di “Caratteristiche e validità della concessione”. In pratica, «si prevede che i lavori siano ultimati quando la struttura e le caratteristiche formali dell’opera siano individuabili in modo univoco». Nonché dal Codice Civile dove «per esistente si intende l’edificio nel quale sia stato eseguito il rustico, comprensivo delle murature perimetrali delle singole unità e sia stata completata la copertura». «Per coerenza con tali disposizioni - afferma la giunta - si ritiene pertanto opportuno confermare la formulazione contenuta nella proposta di variante adottata. L’osservazione non è accolta».

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