LA DENUNCIA

Piazza Dante, sette anatroccoli ingoiati dal canale di scolo. L’Oipa protesta: “Situazione di pericolo segnalata da tempo al Comune”

Salvi solo un piccolo e la mamma, rimasta a lungo ferma sulla copertura. Ornella Dorigatti: “Basta una grata metallica con delle maglie strette per evitare la morte certa di questi cuccioli”

GUARDA LE IMMAGINI: Gli animali fotografati ieri "in passeggiata"


di Daniele Peretti


TRENTO. Purtroppo dobbiamo raccontare la triste storia dell’allegra cucciolata di anatroccoli che stava crescendo nel laghetto dei giardini di piazza Dante, accompagnati dagli occhi vigili di mamma anitra. Otto anatroccoli che aveva già attirato la curiosità dei cittadini e che stavano contribuendo a restituire l'area verde ai suoi antichi splendori.

Peccato che ad attenderli ci fosse un triste destino, costituito dal canale di uscita dell’acqua privo di alcuna protezione: ci sono caduti sette piccoli su otto e la mamma è rimasta a lungo ferma sulla copertura del canale quasi a lanciare un muto segnale di disperazione e di richiesta d’aiuto. C'è chi ha provato a fare qualcosa, ma il canale è troppo profondo.

Certo c'è la possibilità che gli anatroccoli possano essere sopravvissuti alla caduta per finire chissà dove, ma è anche vero che sono troppo piccoli per riuscire a vincere la lotta per la vita. La rabbia dei cittadini è arrivata fino a Ornella Dorigatti, delegata Oipa Trento, che ha diffuso un duro comunicato per una situazione di pericolo che era stata segnalata da tempo agli uffici comunali e già la precedente amministrazione si era impegnata a mettere in sicurezza il laghetto, senza però fare nulla.

Giardini di piazza Dante a Trento, gli anatroccoli scomparsi nel canale di scolo dello stagno

Ecco alcune immagini realizzate ieri, prima della brutta fine dei 7 piccoli. La denuncia di Ornella Dorigatti dell'Oipa: “Situazione di pericolo segnalata da tempo al Comune. Bastava una grata metallica con delle maglie strette per evitare la morte certa di questi cuccioli” (foto di Claudio Libera). LEGGI L'ARTICOLO

“Ci preme sottolineare che queste situazioni potrebbero essere facilmente prevedibili con una corretta e costante manutenzione di questi luoghi dove la fauna selvatica vive in sinergia con il territorio cittadino. Crediamo che definirsi “città green” voglia anche dire sapersi occupare di queste piccole cose quotidiane, magari prevedendole con adeguati interventi preventivi posizionando una grata metallica con delle maglie sufficientemente strette per evitare la morte certa di questi cuccioli di anatra. Segnaliamo, peraltro, che l’amministrazione comunale precedente aveva preso l’impegno di posizionare un’adeguata casetta per le anatre del laghetto di piazza Dante, del valore irrisorio di poche centinaia di euro, ma notiamo che tale impegno non è stato mantenuto. Sollecitiamo, quindi, anche questa iniziativa, auspicando che l’assessorato alla transizione ecologica ( dov’è finito l’ambiente?) possa occuparsi anche di queste cose quotidiane, oltre alle grandi opere di cui si legge sui quotidiani continuamente. Certi che la cura della nostra città e del benessere degli animali che la vivono possano trovare spazio anche nel pieno momento di pandemia che stiamo vivendo, confidiamo in una maggiore attenzione alla tutela della biodiversità presente nei nostri parchi e giardini, se davvero si vuole continuare a sostenere che Trento è una città green”!













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