CRIMINI ON LINE

Nel computer 100 mila foto pedofile: arrestato ventenne di Trento

Indagine della polizia postale partita da Reggio Calabria



TRENTO. Decine e decine di migliaia di immagini e decine di filmati con bambini piccoli, anche di cinque anni, costretti a subire atti sessuali. La polizia postale ha trovato tutto questo materiale a casa di un studente universitario ventenne di Trento. E li ha trovati nell’abitazione che il ragazzo divide con i genitori. Ora il giovane è in carcere con l’accusa di possesso di ingente quantità di materiale pedopornografico. Arrestato anche un maestro di scuola elementare in Veneto.
 L’indagine parte da Reggio Calabria e si è estesa in tutta Italia con 60 perquisizione, il sequestro di diverso materiale e, oltre all’arresto in flagranza dei due, anche alla denuncia di cinque persone. L’operazione, chiamata «Simon40» prende il nome dal nickname di un indagato, il quale aveva diffuso delle immagini pedopornografiche via web. Un agente della polizia postale calabrese, fingendosi un ragazzino, aveva preso contatti con questo che, dopo un breve periodo di conversazioni, ha ceduto immagini pedo-pornografiche al finto minorenne. Da qui è partita una ricerca delle immagini che erano state divulgate e si è arrivati all’individuazione di altri 55 utenti della rete di internet che erano impegnati a scaricare e condividere immagini di minori in atti sessuali che sono assolutamente vietate.
 Nel corso dell’operazione, in cui sono stati impiegati un centinaio di agenti nelle varie regioni interessate (e quindi anche gli agenti della polizia postale di Trento diretti dal vice questore aggiunto Sara Sommariva) sono stati sequestrati 92 computer, 83 hard disk esterni, 28 pendrive e 3.120 supporti ottici. Oltre naturalmente al materiale di carattere pedopornografico.
 Il blitz nella casa del ventenne trentino è scattata martedì. In base alle accuse che lo hanno portato in carcere, il ragazzo avrebbe avuto a disposizione decine e decine di migliaia, forse 100 mila, immagini che ritraevano dei bambini in atti sessuali. Non solo. Sarebbero stati trovati anche decine e decine di filmati, sempre dello stesso tipo delle fotografie. E, purtroppo, non ci sono dubbi sull’età dei piccoli ritratti: alcuni hanno anche cinque anni.
 Il ragazzo arrestato potrebbe essere definito un «insospettabile». Vent’anni, arriva da una famiglia normale, vive ancora con i genitori e frequenta ingegneria a Trento. Una vita normale ma che, stando alle accuse, nascondeva un terribile segreto.
 Per capire la diffusione del fenomeno della pedofilia on line, basta dare un’occhiata ai numeri di «Telefono arcobaleno» che denuncia che solo nell’ultimo anno è cresciuta del 16% la presenza su internet di immagini che documentano abusi sessuali reali e ripetuti di bambini sempre più piccoli.













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