Mercalli in Val di Fiemme: "Ecco la mia casa ecologica"

Lezione su pannelli solari e energie rinnovabili al teatro di Predazzo


Andrea Selva


PREDAZZO. Dice Luca Mercalli che in val di Susa, dove abita, lo considerano un tipo bizzarro perché ha ricoperto il tetto di casa di pannelli solari. Si è sentito a casa invece in val di Fiemme (terra di teleriscaldamenti ed energia solare) dove ha raccontato come si fa ad azzerare la bolletta staccando il gas (niente più contatore!), sfruttando il sole e migliorando le nostre vecchie case che sono “colabrodi energetici”.
Una lunga lezione, quella tenuta nel teatro comunale di Predazzo su invito della biblioteca, conclusa con la sua esperienza personale: «Fate come - ha detto Mercalli - smettiamo di consumare “a credito” l’energia che dovrebbe essere destinata ai nostri figli».
Cose già dette, lo sappiamo: sole, vento, pompe di calore e cappotti per rivestire la casa contro il freddo. Ma quando Mercalli ha concluso la sua lunga introduzione sulla terra che si riscalda (e i ghiacci che si sciolgono) e ha attaccato a parlare della sua casa in Piemonte, tutti zitti nel teatro di Predazzo ad ascoltare. E parliamo di gente - i fiemmesi - che alla specifica richiesta: avete un pannello sopra il tetto? alzano la mano uno su due (test realmente eseguito ieri mattina davanti ai ragazzi dell’istituto tecnico).
E allora eccola qui la ricetta Mercalli sperimentata in val di Susa: «Sul mio tetto ci sono due tipi di pannelli solari: 7 metri quadrati di pannelli termici per avere l’acqua calda e integrare l’impianto di riscaldamento. Niente più termosifoni, meglio il riscaldamento a pavimento, più confortevole ed efficiente. E poi - sempre sul tetto - una batteria di pannelli fotovoltaici, circa 40 metri quadrati, per produrre 6 kilowatt di energia per alimentare una pompa di calore. Così - ha spiegato Mercalli - niente più contatore del gas».
E poi l’isolamento, senza la possibilità di mettere il “cappotto” all’edificio essendo quella del meteorologo una casa d’altri tempi, con le vecchie mura in pietra. Quindi? Termointonaco e finestre di ultima generazione: «Ma fate attenzione agli artigiani» ha detto Mercalli, che per essere sicuro che il montaggio dei serramenti fosse stato eseguito a regola d’arte ha scattato una serie di “termofotografie” della sua casa - immagini in cui si distingue il caldo e il freddo - per scoprire che le finestre avevano alcuni “spifferi”: «Prego, rifare» ha ordinato il meteorologo all’installatore al quale ha fatto mettere pure fibra di cellulosa su nel sottotetto.
Il risultato? Mercalli assicura che il consumo energetico della sua casa è il 20 per cento di quanto avveniva prima: «E questo 20 per cento mi arriva dal sole». Insomma una casa autosufficiente. E se il calore non basta, come in montagna capita spesso, ecco a voi la stufa a legna dove Mercalli brucerà pure i rametti del melo del giardino che ha in programma di potare domani mattina.
A proposito di giardino, là sotto il meteorologo ha sotterrato una cisterna che raccoglie l’acqua piovana: «Se dovesse capitare un’altra estate secca come quella del 2003, avrò sempre la possibilità di annaffiare i pomodori».
Ci sono due motivi - assicura Mercalli - per fare tutto questo: primo, una casa a basso consumo fa bene all’ambiente; secondo, prepariamoci al giorno in cui dai rubinetti del gas e del petrolio non uscirà più nulla.
Invitato sul palco da Francesco Morandini (moderatore della serata e collaboratore di questo giornale) c’era in sala Pier Bond, il manager australiano dal sangue trentino che ha detto basta ai voli intercontinentali per trasferirsi in un baita (di lusso) nel Primiero dove cerca di limitare al massimo gli spostamenti usando la banda larga per restare collegato con il mondo e curare gli affari della Acsm (di cui è consigliere): «Cambiare stile di vita si può. Io l’ho fatto» ha detto Bond dando del “tu” ad un entusiasta Mercalli che gli ha ricambiato la confidenza chiamandolo “collega”.
Messaggio finale: «Stiamo vivendo a credito, consumando le risorse dei nostri figli. Torniamo indietro».

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