Gran cura dimagrante per il Prg

Approvata la versione «light» della variante 10, senza richieste dei privati


Gianluca Marcolini


ARCO. Tra una sforbiciata e l'altra è sopravvissuto ben poco di ciò che era stato pianificato in origine, quando si diceva che si sarebbe data risposta a tutta una serie di questioni che stavano attendendo, da decenni, sulle scrivanie del palazzo municipale, ormai incancreniti nel tessuto sociale. La tanto discussa variante 10 - che aveva mandato in frantumi maggioranza ed opposizione sul finire della passata legislatura - è arrivata l'altra sera in consiglio per l'approvazione definitiva.

Cancellata ogni traccia di iniziativa privata, è rimasto a malapena un pugno di operazioni di interesse pubblico tra cui la rotatoria di Patone, la ciclabile di via Fitta e i vincoli all'installazione dei ripetitori. Ma già si profila una variante 10 bis.  Dai giorni delle feroci polemiche - l'allora sindaco Veronesi l'aveva definito lo scoglio più duro contro cui era andato a cozzare in dieci anni di governo - degli incontri carbonari, delle lettere più o meno anonime e delle minacce di querele, ne è passata moltissima di acqua sotto il ponte della politica arcense. Le facce in consiglio non sono le stesse e questo, alla fine, ha giovato alla discussione che è stata per la prima volta, su questo tema, assolutamente serena. A tal punto da arrivare, a fine seduta, all'approvazione dell'ordine del giorno dell'autonomista Stefano Bresciani che impegna l'amministrazione comunale a riprendere in mano l'idea di partenza di quella che doveva essere una variante turistica, finalizzata a sviluppare il comparto ricettivo eliminando parecchie sbavature oggi presenti sulla cartografia. L'assessore all'urbanistica Paola Gatti, supportata dalla dirigente Simoncelli, ha illustrato nel dettaglio le modifiche apportate tra la prima e la seconda adozione sulla scorta delle osservazioni ratificate dalla Provincia e consegnate al Comune già lo scorso novembre. Ecco cosa contiene la variante 10. Innanzitutto l'adeguamento alla legge Gilmozzi sulle seconde case, quindi un aggiustamento delle norme di attuazione che riguardano le strutture interne ai campeggi, quindi la regolamentazione dei parcheggi pubblici (pertinenziali e non) e il recepimento dell'input ad un'analisi dei siti ambientali da bonificare. Poi la sistemazione di un errore cartografico (evidenziato anche dal Tar) sui confini del centro storico che penalizza un'abitazione nei pressi della stazione delle corriere e il cambio di destinazione (in parte residenziale e in altra parte commerciale) del comparto Galas Service in viale Santoni. Assai più ghiotte, agli occhi dell'opinione pubblica, il via libera al collegamento ciclabile con via Fitta e via Canale (oggetto di accesi scontri in campagna elettorale), la definizione dei vincoli (distanze dai nuclei residenziali) per l'installazione di ripetitori della telefonia mobile ed elettrodotti e la realizzazione della nuova viabilità di supporto al centro di stoccaggio inerti di Patone, che prevede la creazione di una rotatoria sulla statale per Trento e di una strada di penetrazione.

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