«Contro la speculazione una nuova Resistenza»

L’assessore Olivi alla giornata-ricordo dell’eccidio nazi-fascista di malga Zonta Il sindaco Toller: da territorio di scontro oggi è diventato luogo d’incontro



FOLGARIA. Malga Zonta non delude mai. Ogni anno porta migliaia di persone sul pianoro a dossi dell'Alpe di Folgaria, alla baita/monumento eretta a ricordo dell'eccidio perpetrato dalle truppe nazi-fasciste il 12 agosto 1944, allorché furono trucidati partigiani e malgari. Nello stesso giorno di Malga Zonta ebbe luogo il brutale eccidio di 560 persone a Sant'Anna di Stazzema; si era in piena stagione delle stragi, primavera-estate 1944, quando la furia di un nemico ormai braccato scatenò, sul territorio italiano a nord della linea gotica, tutta la rabbia e ferocia che discendeva dalla sconfitta, alla quale parteciparono anche le formazioni partigiane. Quelle stesse formazioni rappresentate alla cerimonia di Malga Zonta, assieme alle autorità civili e militari del Trentino e del Veneto, accompagnate dalle associazioni d'arma. Forse un po' meno degli altri anni, ma sempre tanti che vogliono ricordare a noi stessi ma soprattutto alle generazioni che verranno.

Il messaggio è stato per i giovani, ma anche una rivalutazione del ruolo della donna durante la Resistenza. Mario Faggion, presidente dell'Anpi di Vicenza , prima degli interventi, ringrazia Alberto Rella che ormai ha passato il testimone. Il sindaco di Folgaria, Maurizio Toller, si rivolge alle future generazioni affermando che se Malga Zonta da territorio di scontro è diventato luogo di incontro lo dobbiamo al sacrificio di giovani. Lo stesso Olivi, in rappresentanza della Provincia punto lo sguardo sui giovani e sull'autonomia. Giovani come protagonisti indiscussi nei grandi movimenti come allora quando scelsero consapevolmente l'opzione di libertà. Ma pone il dito sull'Autonomia del Trentino la legittimazione della quale trae origine anche dalla Resistenza che ha prodotto quella Costituzione dove essa è scolpita a caratteri indelebili. Conclude con una valutazione politica: «Questa crisi ha nemici invisibili, come la speculazione finanziaria, serve quindi una nuova Resistenza a favore del lavoro e dell'economia».

Il direttore del Museo storico Giuseppe Ferrandi afferma che Malga Zonta è stato inserito dei grandi rastrellamenti del ’44, e rappresenta un dato generazionale oltre che una frattura nella nostra vicenda storica e un momento dei valorizzazione del luogo della memoria organizzato a Passo Coe entro i confini del Parco Trentino-Veneto della Memoria, come confine di pace accanto a Base Tuono e i reperti del primo conflitto mondiale.

Particolarmente appassionato l'intervento ufficiale affidato ad Alessandra Moretti, vicesindaco di Vicenza, sul palco accanto al nonno che la ha educata fin da bambina al ricordo della Resistenza come momento dove si e' costruita la nostra Repubblica nella pace, democrazia e libertà. Conclude con un monito:«Il cambiamento richiede energia fresca e aria nuova collegati ai principi di democrazia e libertà». Don Grosselli celebra la messa al campo.©RIPRODUZIONE RISERVATA













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