GIUSTIZIA

Con i «sex offender» il carcere scoppia

Sono arrivati i primi tre detenuti di natura sessuale. Presto saranno 70 e si aggiungeranno ai 210 già reclusi a Spini


di Ubaldo Cordellini


TRENTO. Sono arrivati due giorni fa. Nel carcere di Spini di Gardolo sono ora reclusi i primi tre ospiti del reparto destinato ai cosiddetti sex offender, ovvero detenuti condannati con pena definitiva per reati come violenza sessuale, atti sessuali su minorenni e pedopornografia.

Nei giorni scorsi, il provveditorato alle carceri per il nordest, che ha sede a Padova, ha deciso di istituire a Trento un reparto per i sex offender perché gli altri reparti dello stesso tipo in Veneto stanno letteralmente scoppiando. Così già da qualche giorno a Spini di Gardolo è stato liberato un primo braccio destinato a questi detenuti e un secondo sarà liberato entro poco tempo. Nel giro di un mese, i due bracci saranno occupati da circa 70 detenuti che hanno riportato condanne per reati di natura sessuale. I nuovi ospiti si andranno ad aggiungere ai 210 detenuti, 200 uomini e 10 donne, che attualmente vivono dietro le sbarre. Così, in totale, la popolazione carceraria di Spini potrebbe raggiungere molto presto le 280 unità. Ovvero potrebbe sfondare il tetto dei 250 detenuti che era stato fissato dall’accordo di programma tra la Provincia e il Ministero di Grazia e Giustizia.

Secondo questo accordo, la Provincia si impegnava a costruire a sue spese un carcere nuovo e in grado di rispettare la dignità dei detenuti. Nel vecchio carcere di via Pilati la capienza teorica era di 90 detenuti, ma la popolazione carceraria era stabilmente intorno alle 140 unità. Il nuovo carcere era partito con una popolazione carceraria inferiore alle 200 unità, ma poi questo tetto venne superato molto presto. Dal Ministero ipotizzarono di poter arrivare a 400 detenuti e la giunta provinciale guidata da Lorenzo Dellai dovette ricordare con forza l’accordo con il tetto a 250. Da allora la popolazione carceraria è stata sempre intorno alle 200 unità. Adesso, però, con il nuovo reparto destinato ai sex offender si rischia di sfondare il tetto. Non solo, il rischio di un peggioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere sono concrete. Il reparto per i detenuti per reati di natura sessuale necessita di un’organizzazione particolare. Questi detenuti devono essere separati dagli altri per evitare atti di violenza o vendette. Per questo il livello di attenzione deve essere maggiorato.

Da due giorni sono arrivati i primi tre detenuti per reati sessuali. Sono moldavi provenienti dal carcere di Verona e condannati per violenza sessuale e pedofilia. Ben presto saranno raggiunti da molti altri detenuti per gli stessi reati. Il contingente di 70 sex offender potrebbe essere raggiunto entro l’estate. Sono tutti provenienti da carceri del nordest. Ma questa non è l’unica novità per la vita del carcere. Il terreno intorno alle strutture carcerarie e all’interno delle mura perimetrali sarà trasformato in orti coltivati dai detenuti. Gli orti in questi giorni sono già stati dissodati e ben presto saranno coltivati dai detenuti che saranno assunti da una delle cooperative che operano all’interno del carcere. I prodotti degli orti saranno poi venduti all’esterno. I detenuti che parteciperanno al progetto potranno coltivare gli orti e passare molte ore all’aperto. Questo non è che l’ultimo esperimento di natura lavorativa a Spini. C’è già una lavanderia gestita da una delle cooperative che lavora sia per lo stesso carcere che per clienti esterni e ci lavorano sei detenuti. C’è anche un progetto di assemblaggio che coinvolge 40 detenuti.













Scuola & Ricerca

In primo piano