«Vigolana a metà tra turisti tradizionali ed erranti» 

Lo studio. Il sociologo Mario Anelli ha condotto una ricerca per conto della Comunità di Valle e del Consorzio turistico che mostra una quadro che lascia ampio spazio ad approcci innovativi


Maddalena Di Tolla Deflorian


Altopiano della vigolana. Arrivano i risultati di una ricerca, commissionata due anni fa, sul futuro del turismo in Vigolana. La firma il sociologo Mario Anelli. Il lavoro è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa nella sala consiglio del municipio a Vigolo Vattaro, dal curatore scientifico e dal presidente del Consorzio turistico dell’altopiano, Daniele Corsini, co-promotore dello studio.

Un nuovo inizio

«Questo lavoro - ha commentato Daniele Corsini - serve per iniziare una nuova fase per il turismo sul nostro altopiano. Abbiamo la fortuna di avere un dialogo che da subito è stato aperto e costante, con questa nuova amministrazione. Questo lavoro dice che ci serve un mixaggio fra cose vecchie e nuove, per rilanciare il turismo».

Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco, Paolo Zanlucchi («Condivisione, territorio e ripartenza sono le parole chiave», ha detto al proposito), l’ assessora comunale Michela Pacchielat (che ha parlato di «cambio radicale di prospettiva per il turismo, passando all’autopromozione») e un rappresentante della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, l’ente sovracomunale che ha finanziato e promosso lo studio, rivolto a due territori, fra cui uno appunto era l’altopiano della Vigolana, considerati in crisi di identità turistica.

I contenuti della ricerca

La ricerca-azione (che prevede come seconda fase la realizzazione di alcuni passaggi) è stata condotta tra l’estate 2018 e quella del 2019. Sono stati intervistati 37 turisti, nove operatori del territorio ed una “testimone qualificata” per la sue esperienza (la direttrice del Consorzio, Roberta Casagranda).

«Emergono due tipi di ospiti: i turisti tradizionali e i cosiddetti “turisti erranti”, che privilegiano la sensazione di libertà di scelta rispetto al turismo a pacchetto o di massa, e che sono in numero crescente», ha spiegato Anelli. Il sociologo ha parlato di un altopiano che si troverebbe «a un bivio» rispetto a identità e offerta turistica. Rispetto a quel bivio, il sindaco Zanlucchi vede l’opportunità di realizzare «attraverso il turismo un’opera culturale e un turismo di prossimità, rispettoso della qualità di questo straordinario territorio».

Promozione da reinventare

Come promuovere meglio la Vigolana, e come abbinare le diverse esigenze dei turisti tradizionali e dei nuovi turisti cosiddetti “erranti” resta un problema aperto.

Il turista errante «è orientato a cercare benessere in modalità che ritiene autentiche e non intende essere consumatore o almeno rifugge da tale logica», spiega il documento di Anelli.

Le esigenze degli operatori turistici, raccolte ed emerse nelle interviste, sono molte e spaziano da opere a progetti e strategie o servizi. Gli operatori hanno espresso il bisogno e il desiderio ad esempio per infrastrutture (come piscina, pista da pattinaggio, snow park, piste da bob, acropark), destagionalizzazione (su inverno, oggi non sfruttato e autunno-primavera, oggi poco sfruttati), strategie promozionali, servizi come e-shopping e bus navetta, più eventi, insieme ad diverse altre.

Il lavoro è stato consegnato all’amministrazione, che adesso lo esaminerà e cercherà di tradurlo in scelte politiche, come hanno spiegato sindaco e vicesindaca ieri mattina.













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