I “Betsche” mocheni al Carnevale di Venezia 

Importante risultato per la Pro Loco della valle che lunedì 4 marzo porterà per 20 minuti la tradizione dei “veci” in piazza San Marco, sui ponti e nelle calli


di Roberto Gerola


PALÙ DEL FERSINA. Uno spettacolo entusiasmante, quello che solitamente nel pomeriggio di “martedì grasso” viene proposto a Palù del Fersina. Si tratta dell’antico rito dei “Betsche” (i “veci”). Un rito che quest’anno sarà proposto nientemeno che a Venezia nell’ambito del più che celebre a livello internazionale “Carnevale di Venezia”, lunedì 4 marzo, vigilia del martedì grasso. Il fatto è che attraverso l’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia e la Federazione delle Pro Loco trentine, l’antichissimo rito troverà svolgimento in piazza San Marco (ci saranno 20 minuti a disposizione) e non è escluso che il “vecio” e la “vecia” possano poi rincorrersi come vuole la tradizione mochena per calli e ponti veneziani. Lo zampino di Renzo Lenzi di Palù, vicepresidente del Consorzio Pro Loco Valle dei Mocheni, e di Walter Moser, direttore del Consorzio, è stato determinante. +

La possibilità di vedere i “veci” cimentarsi nel rito sul selciato di piazza San Marco rappresenta un fatto eccezionale: per gli “attori” mocheni, per gli spettatori veneziani, ma anche di mezzo mondo. I semplici vestiti popolani saranno di contrasto ai sofisticati travestimenti veneziani; le facce mochene non saranno coperte dalle tradizionali, e alle volte anche preziose, maschere ma semplicemente da fuliggine; non musiche celebri, ma ritmi popolari e tradizionali. Certamente, sarà un po’ difficile “riprodurre” tutte le varie parti del rito (in particolare, il momento fatidico della gobba data alle fiamme sulla catasta di lega) ma un’idea del rito, dei suoi significati, dei dialoghi che intercorrono tra i due protagonisti, entrambi maschi, che per forza di cose dovrà essere limitato alla piazza, potrà essere colta. Per Palù del Fersina, la Valle dei Mocheni e il Trentino, sarà un evento promozionale d’alto livello. Per 20 minuti, sarà al centro del mondo o quasi, vista la risonanza del “Carnevale di Venezia”.

Ogni anno, per questo evento, vengono proposti alcuni “carnevali” regionali che quest’anno appunto vedrà coinvolto anche quello di Palù del Fersina.

Il carnevale mocheno inizia al Frotten, il maso più alto dove avviene la secolare vestizione. Il vecio (betscho), la vecia (betscha), e il raccoglitore di uova (Der Oiartrogr) scendono poi di maso in maso rincorrendosi. Il vecchio indossa un copricapo di pelle di capra ornato da pennacchi e campanellini e un camicione di canapa bianca fermato in vita da un cinturone di cuoio che permette di trattenere una vistosa gobba formata di fieno. La vecchia è semplicemente vestita da donna (gonna e grembiule) con un capellino intesta. Entrambi hanno il viso interamente coperto di nero e portano rispettivamente in mano un bastone e uno scopino. Der Oiartroger indossa un vestito festivo scuro con qualche ornamento, sulle spalle porta una cassetta (Kraks) dove vengono riposte le uova. La coppia semina fertilità e abbondanza (personalizzando il proprio dire secondo chi ha davanti) correndo e compiendo grandi balzi mentre il terzo li segue a distanza camminando su più comodi sentieri e raccogliendo le offerte in uova. Con una puntata sul tradizionale masso da secoli in mezzo al prato al di là dei Lenzi e “scalato” dai tre personaggi. Sono accompagnati da fisarmonicisti e dai coscritti. Un momento importante è la lettura del testamento per la morte del “bètscho” e successivamente della “bètscha”. Suscita grande attenzione e ilarità, perché avviene una sorta di gioco di inversione dei ruoli. Come porta fortuna ragazze e bambini sono “toccati “ dai “veci” sulla guancia dove evidentemente resta il segno (hanno le mani nere di fuliggine) e si distribuiscono le torte. Si termina quando fa notte con il grande falò (vòschn) nel prato chiamato Schèrzerbis, e si bruciano gobba e testamenti. Per tutto il tragitto i tre aprono dialoghi tra di loro e con il pubblico, scherzando e ridendo, prendendosi in giro.

In valle è in programma martedì 5 marzo.













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