«Apportate modifiche al ritmo dei rilasci» 

Manuela Seraglio Forti (Stet): «L’intervallo tra i cicli di produzione elettrica ridotti da 4 a 2 ore»



PERGINE. Una serie di direttive e di annunci per le problematiche relative al torrente Fersina e alla presenza di acqua emergono dal “verbale” dell’incontro svoltosi in aprile. A parte le “azioni” nei confronti del Cmf Agro Irriguo perginese (articolo a parte), annunci di rilievo relativamente al centrale idroelettrica di Canezza. In sostanza, la presidente Manuela Forti Seraglio parla di «modifiche al ritmo dei rilasci» ai quali è legato il fenomeno dello “spazzamento” dell’alveo. In pratica la Stet «si impegna a modificare da subito il tempo di intervallo tra un ciclo di produzione e un ciclo di accumulo, portandolo dalle attuali 4 ore a 2 ore. Inoltre la Stet si può impegnare a programmare e poi nel medio periodo a sostituire una delle due turbine (attualmente ci sono due Francis) con una turbina tipo Pelton, più adatta a poter funzionare anche con portate variabili, in modo che non sia necessario l’accumulo di quantitativi d’acqua ma che possa funzionare in continuo». Viene poi confermato che si procederà fin da subito ai controlli sui prelievi e quant’altro da parte della Forestale di Pergine.

Interessanti sono state anche le considerazioni espressi da Lorenzo Betti (ittiologo): la carenza d’acqua può essere dovuta non solo ai prelievi dal Fersina e immissari ma anche dai pozzi sotterranei. «L’acquedotto potabile di Pergine e frazioni - ha detto ancora - che si alimenta per gran parte da pozzi posti in prossimità del torrente Fersina, al Busneck, può presentare perdite. Se ciò fosse accertato, occorrerebbero importanti interventi. E’ poi necessario monitorare le portate nei tratti sottesi dalle derivazioni e nel tratto a valle della restituzione della centrale di Stet, per verificare l’effettiva presenza in alveo del Dmv». (r.g.)













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