Anche Canale 5 s’infervora per Miro 

Roveré della Luna, la vicenda del pastore maremmano sequestrato dal giudice accende la trasmissione “Mattino Cinque”



ROVERÉ DELLA LUNA. Suo malgrado è ormai una star. Per quanto inconsapevole. Dopo che il suo caso è finito sotto i riflettori di Rai 1 ieri è toccato a “Mattino Cinque”, su Canale5, mettere in prima pagina Miro, lo splendido pastore maremmano sequestrato il 22 marzo a Roveré della Luna su ordine del giudice del Tribunale di Trento Marco La Ganga perché, abbaiando, disturbava un vicino di casa dei suoi padroni. Dopo il primo servizio e la news sul fotoreporter italiano scarcerato in Serbia tocca a lui, a Miro, che ora si trova al canile di Rovereto dove attende la sentenza attesa per martedì prossimo da parte del Tribunale del riesame sul l’ordinanza di sequestro. Come si conviene alle regole dello showbiz, prima parte lo “stacchetto”, il lancio, poi una gran spalmata di pubblicità e quindi una ventina di minuti buoni tra servizi, diretta dallo studio (presenti Eva Munter, padrona di Miro e l’avvocato Cecilia Venturini) con i conduttori Federica Panicucci e Francesco Vecchio e collegamento con il canile di Rovereto dove c’è l’inviato Paolo Capresi. Il parterre è di quelli che è quasi da baruffa, leggera. Perché, da una parte sta il direttore del giornale ultracattolico “La Croce” Mario Adinolfi che si infervora e prende le difese del vicino di casa e invita gli italiani a fare figli piuttosto che ad «antropoformizzare gli animali, che c’è da preoccuparsi se siamo ridotti così: attenzione, neanche un detenuto in Italia ha una cella 4x4 come la gabbia di Miro». E almeno su questo è difficile dargli torto. Il che non vuol dire che a Miro come a tutti i suoi simili non debba esser data la massima cura possibile. Dall’altra sta Daniela Carcano, artista e architetto d’interni oltreché animalista, con mini cane al seguito, che abbaia. «Gli animali hanno sentimenti; ma guardate, Miro non abbaia. Ma in Italia i figli si fanno».

E via di questo passo, compreso un servizio sui negozi extralusso per cani e gatti dove qualsiasi roba, dal profumo ai ninnoli, dai prodotti glamour ai massaggi, costa tutto un occhio della testa. «Soffre, non capisce cosa gli sta succedendo - riporta con i piedi per terra Eva Munter - sentiamo la mancanza di Miro», che intanto se ne va a passeggio fuori dalla gabbia del canile, e mica abbaia ma «è mogio, triste, depresso», rimbalzano le ultime da Rovereto dove, intervistato, Aldo Candioli della Pan-Eppaa risponde all’inviato Mediaset. L’avvocato Venturini aggiunge che «per il tribunale l’animale è al pari di una cosa. Mica c’è un paese in rivolta. È necessario applicare il criterio della normale tollerabilità». «Miro, stai su di morale», manda a dire al maremmano il conduttore. Intanto, lui, il pastore, sembra che tutto sommato non l’abbia presa troppo male. Certo, chi non si augura che ritorni a casa? E con questo can can può darsi che i giudici si mettano una mano sul cuore. Un risultato, nel frattempo l’ha raggiunto. Ha sfondato le 200 mila firme in calce alla petizione lanciata dalla piattaforma change.org. Questo sì deve essere un record. Almeno tra i maremmani. (pa.pi.)













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