L’apertura

I sindacati alla giunta Fugatti: “Progettiamo insieme il Trentino del 2030”

Fondamentale a loro giudizio puntare su un’economia attenta all’ambiente e al sociale



TRENTO. “Disegnare il futuro del Trentino individuando come assi strategici la sostenibilità ambientale, quella sociale ed economica, con un accento forte anche sulla dimensione del sapere è una scelta che va nella giusta direzione. Auspichiamo adesso che il percorso di coinvolgimento delle parti sociali delineato dal vicepresidente Tonina diventi al più presto un processo concreto di condivisione di priorità e azioni concrete. E confidiamo possa essere un modello da attuare anche nella definizione di una strategia di rilancio del Trentino: per superare l’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica ed affrontare le tante sfide che attendono la nostra terra serve un patto per lo sviluppo tra Provincia e parti sociali che sappia guardare oltre l’orizzonte della legislatura”.


E’ con queste parole che i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino rinnovano la disponibilità del sindacato a dare un contributo fattivo alla definizione dell’Agenda 2030, il piano Spross. Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti ricordano che già l’8 ottobre scorso l’assemblea dei delegati delle tre organizzazioni ha approvato un documento con le priorità dei sindacati per lo sviluppo del Trentino, a partire dal rilancio della produttività e dalla crescita economica.

Quel testo è stato oggetto di confronto con il mondo imprenditoriale, sociale, della formazione e ricerca nello scorso autunno. “Abbiamo sostenuto sempre che si trattava di un documento aperto che abbiamo presentato anche al presidente Fugatti e su cui vorremmo proseguire il confronto con le istituzioni provinciali – proseguono i tre segretari -. Da una crisi così profonda e drammatica come quella che stiamo vivendo nessuno può pensare di uscire da solo. Speriamo che lo Spross possa essere l’occasione per portare anche alcune delle priorità del mondo del lavoro nel percorso per definire i progetti per il Trentino del futuro. Dopo l’emergenza sanitaria il nostro tessuto economico e sociale non saranno più gli stessi. Ci sarà bisogno di ricostruire. Nessun progetto, però, potrà realmente fare ripartire il Trentino se non sarà frutto del contributo di tutti”.

Ci sono temi enormi da affrontare, dall’innovazione e trasformazione tecnologica con il relativo impatto anche sul mondo del lavoro, al progressivo invecchiamento della popolazione che imporrà un nuovo modello di welfare fino al freno dei cambiamenti climatici e allo sviluppo di un’economia sostenibile. “ Restiamo convinti che da questa crisi non si può uscire senza un patto condiviso e trasversale tra tutti gli attori sociali, economici e le istituzioni politiche”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.













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