Consiglio regionale

Frasi sessiste, Savoi si dimette dall'Ufficio di presidenza: "Non credo sia giusto che a scontare il mio errore sia la Lega”

Passo arrivato dopo un forte pressing delle opposizioni e della Svp sulla Lega. Il consigliere: “Spero le mie dimissioni riportino serenità”

LE OPPOSIZIONI. "Passo tardivo, i limiti della decenza erano stati superati"



TRENTO.  "Mi sono dimesso per tutelare il mio partito, perché credo non sia giusto che il mio caso venga strumentalizzato per mettere in difficoltà la Giunta regionale. Ho sbagliato e chiesto scusa, ora spero che il mio gesto possa riportare serenità in Consiglio regionale". Così il consigliere regionale Alessandro Savoi (Lega Salvini Trentino), dimessosi dall'ufficio di presidenza del Consiglio regionale per le frasi sessiste e offensive pubblicate su Facebook contro le consigliere Alessia Ambrosi e Katia Rossato, definite “t...e” per essere passate dalla Lega a Fratelli d’Italia.

Va ricordato che le dimissioni sono arrivate dopo che 25 consiglieri regionali di opposizione si sono rifiutati di partecipare ai lavori d’aula per la staffetta alla presidenza del consiglio fintanto che Savoi fosse rimasto al suo posto nell’Ufficio di presidenza, e dopo un forte pressing della Svp sulla Lega.

 "Non credo sia giusto che a scontare per il mio errore sia il partito o la Giunta regionale, quindi mi auguro che le mie dimissioni possano superare la situazione di stallo attuale", ha spiegato Savoi all'Ansa, aggiungendo che le ragioni del gesto verranno diffusamente illustrate durante la prossima convocazione del Consiglio regionale, il 16 giugno.













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