il caso

Coppola: «Savoi lascia. Un segno tardivo, un risultato strappato, un cambio necessario»

Le parole della consigliera regionale sottoscritte dai colleghi: «Si conclude così un episodio, sgradevole sotto tutti i punti di vista, che aveva preso il via con le inqualificabili dichiarazioni di Savoi alle sue colleghe»



TRENTO. «Dopo una lunga e insolente perseveranza, Alessandro Savoi ha finalmente annunciato le dimissioni dal suo incarico di membro dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale. Si conclude così un episodio, sgradevole sotto tutti i punti di vista, che aveva preso il via con le inqualificabili dichiarazioni di Savoi alle sue colleghe. Poco accettabile è stata anche la durata della difesa di Savoi da parte della coalizione di governo SVP-Lega Salvini». Lo comunica la consigliera regionale Lucia Coppola con una nota firmata anche dai consiglieri regionali Myriam Atz Tammerle, Filippo Degasperi, Piero De Godenz, Riccardo Dello Sbarba, Peter Faistnauer, Sara Ferrari, Brigitte Foppa, Sven Knoll, Paul Köllensperger, Andreas Leiter Reber, Alessio Manica, Alex Marini, Diego Nicolini, Alessandro Olivi, Alex Ploner, Franz Ploner, Sandro Repetto, Maria Elisabeth Rieder, Ugo Rossi, Hanspeter Staffler, Giorgio Tonini, Josef Unterholzner, Paolo Zanella, Luca Zeni. 

«È stata l'opposizione – si legge nella nota – a dover far notare che i limiti della decenza erano stati superati. 25 consigliere e consiglieri avevano, in rara unità, impedito l'elezione del presidente. Anche allora, parti della maggioranza hanno cercato di non affrontare la situazione e di banalizzare la questione. Non è una questione banale. Se Savoi fosse rimasto nell’ufficio di presidenza, questo avrebbe significato: nella nostra regione è permesso insultare le donne. Un segno che non doveva essere dato. Ora è stato capito. Un segno importante, duramente conquistato ma necessario». 













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