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Critica olimpica a Cortina: l'appello a sventolare le bandiere ladine

Iniziativa dell'Union de i Ladis de Anpezo la cui presidente Elsa Zardini, sulla stampa bellunese, ha spiegato le ragioni di un malcontento legato sia all'esclusione della comunità locale dalle decisioni sul grande evento, sia agli interventi sul territorio: «Tutti possono constatare come è stata massacrata la valle»

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ZENONE SOVILLA


Una manifestazione di orgoglio dell'identità valligiana più profonda ma anche una denuncia delle modalità con le quali si è dispiegata la vicenda olimpica 2026 sulle Dolomiti. Un segnale del malcontento per la mancata valorizzazione, appunto, di queste radici: quelle ladine, che accomunano per lingua e cultura popolazioni dei Monti Pallidi, oggi distribuite in tre diverse province: Belluno, Bolzano e Trento.

A Cortina d'Ampezzo (Belluno), l'Union de i Ladis de Anpezo, l’ULd’A, invita la cittadinanza a un gesto eloquente per manifestare sia la forza della comunità linguistica locale sia un certo dissenso per vari aspetti della grande macchina sportiva a cinque cerchi che da tempo sta girando nella conca ai piedi di Cristallo e Tofane.

Questo gesto è appendere e far sventolare da finestre e terrazzi delle case il tricolore ladino verde, bianco e azzurro.

Il tricolore ladino, dunque, sventolerà in quella che la stessa presidente dell'Union de i Ladis de Anpezo, Elsa Zardini, intervistata dal quotidiano Il Corriere delle Alpi nel supplemento NordEst, non esita a definire una manifestazione critica: «Rivendichiamo così la nostra identità. Ma non possiamo impedire che per tanti di noi significhino anche la più severa protesta contro il peggio che potessero aspettarsi da chi sta organizzando queste Olimpiadi», ha spiegato al giornalista bellunese Francesco Dal Mas.

Una bandiera, sottolinea Zardini, che è «il simbolo di un popolo che è stato diviso, al quale sono stati negati i diritti di autodeterminazione».

Va peraltro ricordato che già molti anni fa da queste parti, così come in Alto Agordino, si celebrarono referendum comunali (Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo/Fodom) per il passaggio dal Veneto al Trentino Alto Adige di questi territtori che si autodefiniscono "ladini storici" a differenza di altre aree bellunesi che comunque appartengono a questa minoranza linguistica, dalla val di Zoldo ad altre zone agordine. 

Referendum che furono tenuti, però, anche in decine di altri municipi bellunesi, per lo più per il passaggio al Trentino (l'apripista fu Lamon, al confine con Tesino e Primiero, nel 2005), in gran parte dei casi vinse il sì ma l'iter istituzionale rimase sospeso.

L'unico caso che vide, sorprendentemente, il completamento del processo postreferendario fu quello di Sappada, isola germanofona bellunese di nordest, al confine con il Friuli e con l'Austria, per la quale il Parlamento approvò il via libera definitivo nel dicembre 2017.

Oggi il comune, nel quale è vicesindaco l'ex olimpionico ed ex bellunese Silvio Fauner, si trova dunque in provincia di Udine. Per i ladini ampezzani, come per tutti gli altri territori "secessionisti", invece, finora non c'è stato seguito a Roma.

E anche in occasione dei Giochi, dunque, i ladini, prosegue Zardini, si sono sentiti esclusi e bypassati: «Tutti possono constatare come è stata massacrata la valle da chi, senza nemmeno chiederci il permesso, ha distrutto il nostro prezioso ambiente».

Ma oltre a essere stati ignorati fin dalla decisione di candidare la perla delle Dolomiti come sede olimpica, prosegue la denuncia, i ladini sono stati lasciati ai margini nelle fasi successive: mancato coinvolgimento nelle decisioni sui progetti infrastrutturali, nessuna richiesta dall'organizzazione per esporre la loro bandiera in pubblico durante l'evento, niente presenza con costumi tradizionali alle cerimonie sportive».

Una delusione che, secondo la presidente dell'Union, accomunerebbe anche i ladini (e non) delle altre vallate coinvolte direttamente o per stretta vicinanza nei Giochi, in Trentino e in Alto Adige.

Ecco il post diffuso sui social dall'organizzazione ampezzana per invitare alla mobilitazione del tricolore ladino: «🇺🇿Par ra Olimpiades Milano Cortina 2026, ra Union de i Ladis d’Anpezo - r’ULd’A - ve invida a bete fora ra bandiera ladina, sinbol de ra nostra śente e de ra nostra identità.

Podé pasà inze el nosc ufizio śò par pede ra Ciasa de Comun in Corso Italia n. 31 dal lunes al vendres dare 9.00 a res 11.30

🇮🇹 In occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, Union Ladis de Anpezo - ULd’A invita i cittadini d’Anpezo ad esporre la bandiera ladina, simbolo della popolazione e dell’identità nel nostro paese.

Potete passare presso gli uffici in Corso Italia n. 31 a Cortina d’Ampezzo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 11.30».

[foto credits: Union de i Ladis de Anpezo]













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