Aspettando le Olimpiadi, un inverno ricco di libri di montagna
Fra le novità prenatalizie d'alta quota, numerosi i titoli “a cinque cerchi”, come “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia” dell'ampezzano Massimo Spampani ed Eleonora De Filippis, “Un’Olimpiade tra Guerra fredda e Dolce vita” di Andrea Goldstein e “Dolomiti, lo spettacolo infinito. Dal Cadore a Cortina d’Ampezzo fra alpinismo e mito olimpico” di Paolo Paci
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Sono molte le novità in tema di editoria di montagna e dintorni. A partire dai romanzi thriller come “100. 000 dollari per l’Everest” (Mulatero editore, 19 euro), opera di un alpinista di alto livello, storico dell’alpinismo, come Yves Ballu. È la sfida di Basile, guida alpina cittadina divenuto educatore di strada, la redenzione di tre ragazzi delle Banlieue parigine che in montagna non ci sono mai saliti. L’occasione di guadagnare centomila dollari scalando un ottomila, messi in palio dal padre di una vittima dei tre come tentativo di rieducazione, è ghiotta e porta il lettore in altissima quota fra l’ossigeno che viene a mancare e i comportamenti dei protagonisti, fra i quali un alpinista che ha bisogno di aiuto.
Oliviero Gobbi e Gian Luca Gasca firmano a quattro mani “La traccia di Toni. Toni Gobbi cittadino delle montagne” (Rizzoli, 35 euro). Oliviero è il nipote del grande alpinista nato nel 1914 che lasciò la professione forense per la montagna. Trasferitosi a Courmayeur, diventato guida alpina, maestro di sci e istruttore delle guide, nel 1948 aprì a Courmayeur un negozio di articoli sportivi con libreria, inventò le “settimane scialpinistiche di alta montagna” organizzando spedizioni internazionali. Impressionante il suo curriculum, con grandi salite invernali sul Monte Bianco.
Non si può non segnalare “Visionario ribelle. Yvon Chouinard e la storia di Patagonia” di David Gelles (Limina, 19, 90 euro), storia del fondatore di Patagonia, arrampicatore innovativo che ha realizzato chiodi adatti al granito della Yosemite Valley e ha aperto itinerari divenuti leggendari. Come la via californiana al FitzRoy nel 1968, con Richard Dorworth, Doug Tompkins, Chris Jones e Lito Tejada Flores, cui si deve il film vincitore della Genziana d’Oro al Trento Film Festival dell’anno successivo.
A un mese dalle Olimpiadi invernali, segnaliamo qualche titolo “a cinque cerchi” a partire da “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia” (nella foto), di Massimo Spampani ed Eleonora De Filippis (Marsilio, 45 euro), volume di 256 pagine che, con fotografie e documenti, ricrea l’atmosfera del grande evento del secondo dopoguerra, quando «C’era nell’aria una sorta di euforia, di fiducia nel futuro, era come toccare con mano che l’Italia, anche nell’organizzazione sportiva ai più alti livelli, era rinata. (…) Erano lo sci, il bob, il pattinaggio la grande scommessa su cui si metteva in gioco il prestigio dell’Italia», come scrive Spampani.
In “Un’Olimpiade tra Guerra fredda e Dolce vita” (Rubbettino, 18 euro), Andrea Goldstein racconta invece l’Olimpiade di Cortina del 1956 anche da un punto di vista sociologico e geopolitico: «Il racconto di Cortina 1956 spazia dallo sport all’economia, dalla politica alla mondanità, in un tragitto ideale che da quei Giochi indimenticabili conduce fino a Milano Cortina 2026», si legge nella presentazione del libro che ha la prefazione di Francesco Giavazzi.
Paolo Paci firma poi “Dolomiti, lo spettacolo infinito. Dal Cadore a Cortina d’Ampezzo fra alpinismo e mito olimpico” (Corbaccio, 19 euro), in cui il territorio e la nascita del turismo vengono narrati a partire dalla costruzione del paesaggio dei Monti Pallidi, da Tiziano ai pittori romantici, dai registi ai manifesti pubblicitari, dalle ascensioni alpinistiche alle dinastie di guide.
Restiamo in tema olimpico con l’opera di Antonella Stelitano e Adriana Balzarini, autrici di “Le donne di Cortina 1956” (Minerva, 25 euro), racconto dell’Olimpiade cortinese attraverso la narrazione delle donne che vi parteciparono, sia come atlete, sia come giudici di gara, allenatrici, capo delegazione, giornaliste, interpreti. «Ma anche colei che custodirà per cinquant’anni la bandiera che sventolò allo stadio e la donna che si è occupata del montaggio del film dedicato a quell’evento (…) mogli di dirigenti, spettatrici, teste coronate e altre ospiti illustri che contribuiscono a rendere l’evento anche un appuntamento mondano. E infine le donne del paese, impegnate a presentare al meglio questi luoghi».
Merita di essere qui segnalato il libro in cui Kilian Jornet - autore di “Alpi oltre i limiti” (Solferino, 24, 90 euro) - racconta la storia del suo progetto “Alpine Connections”, ovvero la salita di tutti gli 82 “quattromila” delle Alpi in diciannove giorni. Un’impresa definita dall’alpinista la sfida della vita, nella quale Jornet ha incontrato anche difficoltà nuove dovute al riscaldamento globale.