clima

A fine secolo sarà scomparso il 90% della neve: vegetazione alpina a rischio

Una trasformazione che potrebbe alterare il delicato equilibrio attuale. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Global Change Biology, in collaborazione fra l'Università austriaca di Innsbruck e il Centro Helmotz tedesco



ROMA. La vegetazione alpina, in particolare gli arbusti, sono a rischio a causa dei cambiamenti climatici, che progressivamente stanno riducendo la neve su tutte le Alpi. Una delle minacce è il suolo sempre più povero di nutrienti per l'alterazione degli equilibri invisibili tra le piante e i microrganismi. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Global Change Biology, guidato dal gruppo dell'Università britannica di Manchester guidato da Arthur Broadbent. Le catene montuose sono tra gli ambienti che si stanno riscaldando più rapidamente e in cui si sta assistendo a una rapida trasformazione degli ecosistemi, in particolare con lo spostamento verso l'alto della vegetazione, che necessita di temperature basse. "Le montagne più alte - ha detto Broadbent - sono come canarini nelle miniere", ossia sono le spie più sensibili per verificare quel che presto sarà visibile anche in altri luoghi. Lo studio, condotto in collaborazione fra l'Università austriaca di Innsbruck e il Centro Helmotz tedesco, ha analizzato come la copertura nevosa stia rapidamente modificando le invisibili relazioni stagionali tra le piante e i microrganismi del terreno, due gruppi che sono ciclicamente in competizione per i nutrienti presenti nel suolo. In modo ciclico, dopo lo scioglimento della neve le piante iniziano a crescere e compere con i microrganismi del suolo per i nutrienti spostando così l'immagazzinamento di molti composti organici dal suolo alle piante ma poi, con l'arrivo del freddo, molte piante muoiono e i nutrienti vengono di nuovo restituiti al terreno. A regolare queste fasi è anche il manto nevoso, la cui copertura consente ai microrganismi di agire come se fossero protetti da una coperta e allo stesso tempo protegge le radici delle piante. Ma le nevi si stanno rapidamente riducendo, tanto che si stima una perdita fino al 90% entro la fine del secolo, e lo scioglimento potrà essere anticipare fino a 10 settimane. Una trasformazione che potrebbe alterare profondamente il delicato equilibrio attuale, fino a decimare gli arbusti alpini. 













Ambiente&Percorsi

CONVEGNO

Quarant'anni di tutela della natura e nuove sfide in Trentino

A Baselga di Pinè, il 29 ottobre, un confronto su scenari storici, attuali e futuri, organizzato dalla Sat con comitato Laghi, Italia nostra e altre realtà. Si partirà da un'analisi a 40 anni dalla legge che ha istituito i primi biotopi: attenzione particolare sarà riservata al tema su acqua, agricoltura, foreste e alta montagna di fronte ai cambiamenti climatici

Doss delle Grave: camminando nella storia con panorami a 360 gradi

 

Primo piano

CLIMA

Antartide, in 5 anni le emissioni di CO2 aumentate di oltre 5 volte

I dati allarmanti di uno studio che ha analizzato il carbonio geologico e idrogeologico emesso dal permafrosti ricercatori del Cnr, dell'Ingv e delle Università di Otago e Waikato indicano l’esistenza di un meccanismo di rilascio ancora scarsamente rappresentato nelle attuali ricostruzioni del ciclo del carbonio alle alte latitudini