Australian Open

Jannik, oggi contro Rublev a caccia della prima semifinale a Melbourne

Alle 12 (diretta su Eurosport) Sinner affronta il russo numero 5 al mondo


Aliosha Bona


MELBOURNE. Quando ha spezzato i sogni australiani e quelli di Alex de Minaur agli ottavi di finale ha festeggiato tirando fuori la lingua: «Ho voluto riproporre la stupida scena di Ghostface in Scary Movie». Gli appassionati della saga la ricorderanno, ma più che la parodia di un film horror, le partite di Andrey Rublev assomigliano a una tragedia greca. Lui che ha la testa solo sul tennis, i gossip non sa nemmeno cosa siano e non si vergogna a mostrarsi com'è veramente al pubblico: fuori dal campo spicca per simpatia, generosità, umiltà, empatia. Con la racchetta in mano si trasforma e proprio come in Scary Movie si infila la maschera del finto "cattivo". Ha i lineamenti del viso quasi sfigurati dalla frustrazione e dalla rabbia quando le cose non gli riescono, come se un demone in quelle due ore di partita si appropriasse del numero cinque del mondo.

E Jannik Sinner quel "demone" a tratti fuori controllo lo ha mandato ai matti praticamente sempre. In sei precedenti non c'è stata una volta che il ventiseienne russo abbia stretto la mano al pusterese dopo averlo battuto dal primo all'ultimo punto. C'è un ritiro a referto in entrambi gli scontri diretti persi dall'italiano: a Vienna 2020, dopo 9 minuti, per un vescica al piede, e al Roland Garros (un set pari) per un fastidioso al ginocchio nel 2022. Per il resto Sinner ha perso un parziale contro Rublev, lo ha dominato nelle due uscite dell'anno scorso e spera di ripetersi anche oggi verso le 12 italiane, solo dopo il match femminile tra Sabalenka e Krejcikova che è in programma alle 9, sempre su Eurosport.

Se Sinner a Wimbledon è riuscito a sfatare il tabù semifinale in uno Slam, lo stesso non può dire Rublev che ha giocato dieci quarti in un major e ne ha persi altrettanti. «Sono nei guai, è un giocatore surreale», ha ammesso il moscovita. Fa riferimento ai precedenti appena citati, ma anche a un modo di giocare (il suo) che va a nozze con le caratteristiche di Sinner: un tennis piatto, muscoloso e anche pericoloso se gli si lascia l'iniziativa, ma privo di variazioni che invece restano un piccolo nervo scoperto per Jannik.

Stavolta probabilmente non basterà la prova esibita contro Khachanov per fare un bis d'insalata russa. O quantomeno non per vincere in tre set, cosa sempre riuscita dal primo turno. Agli ottavi Sinner ha servito maluccio complessivamente, ma bene nei momenti chiave, confermando quel cambio di passo a livello psicologico che ha elevato il suo tennis da quattro mesi a questa parte.

La crème de la crème

Il tabellone maschile ha regalato degli accoppiamenti affascinanti ai quarti di finale. Solo Stefanos Tsitsipas e Holger Rune sono caduti tra le prime nove teste di serie. Il greco per mano di Taylor Fritz a cui stanotte è toccato il numero uno del mondo Novak Djokovic. Gli ultimi a staccare il pass tra i migliori otto ieri sono stati Daniil Medvedev (3) e Hubert Hurkacz (9): il russo si è imposto per 6-3 7-6(4) 5-7 6-1 sul portoghese Nuno Borges e domani sfiderà proprio il polacco, il quale ha eliminato per 7-6(6) 7-6(3) 6-4 la wild card francese Arthur Cazaux. Sarà invece Carlos Alcaraz a sfidare Alexander Zverev nei quarti di finale. Il tennista spagnolo, numero due del ranking Atp e seconda forza del seeding, ha liquidato per 6-4 6-4 6-0 il serbo Miomir Kecmanovic. A Zverev sono servite invece 4 ore e 5 minuti di partita per piegare il britannico Cameron Norrie, 19esima forza del seeding, con il punteggio di 7-5 3-6 6-3 4-6 7-6(3).

Jasmine saluta

Si è fermata agli ottavi di finale la corsa di Jasmine Paolini agli Australian Open femminili. Dopo aver superato Anna Blinkova al terzo turno, la 28enne tennista toscana, numero 31 della Wta, al suo primo ottavo in carriera in uno Slam, si è arresa ad un'altra russa, Anna Kalinskaja, vincente in due set, con il punteggio di 6-4 6-2, dopo un'ora e 17 minuti di gioco. Il rammarico c'è: «Sono molto contenta per il torneo ma c'è anche un po' di delusione per la partita. Avrei potuto fare qualcosa di meglio, mi spiace, sono un po' triste ma il tennis è questo». Infine da segnalare l'approdo ai quarti anche della coppia tricolore formata da Simone Bolelli (uno dei campioni della Davis vinta) e Andrea Vavassori, attesi ai tedeschi Kevin Krawietz e Andreas Mies, sei titoli nel circuito, con due trionfi al Roland Garros nel 2019 e 2020.













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