Lago di Garda

Lonato, a rischio la stagione turistica del Lido

La stagione è sempre più a rischio dopo che il Madai resterà chiuso a causa della bocciatura del progetto d’ampliamento e tra il Coco Beach ed il Comune non si è ancora raggiunto un accordo per la concessione


Daniele Peretti


Lonato del Garda. La stagione turistica del Lido di Lonato è sempre più a rischio dopo che il Madai resterà chiuso a causa della bocciatura del progetto d’ampliamento e tra il Coco Beach ed il Comune non si è ancora raggiunto un accordo per la concessione.

Perdere il Madai, locale mitico del Basso Garda, vuol dire rinunciare ad un punto di riferimento alternativo al Coco Beach tra i più belli della riviera gardesana. Quella del Madai è una struttura di proprietà del Comune, ma il progetto di ampliamento presentato dall’amministrazione comunale è stato bocciato dalla Soprintendenza con una motivazione molto dura: è stato valutato come non rispettoso dei vincoli edificatori per un’area tutelata da una normativa precisa e severa.

Situazione diversa per il Coco Beach per il quale si è prossimi ad una vertenza legale. Per l’amministrazione comunale la concessione sarebbe scaduta e quindi andrebbe messa a bando, mentre il gestore ribatte che il contratto d’affitto in vigore garantirebbe altri sei anni di utilizzo. A questo punto il progetto di ampliamento del Madai andrà nuovamente redatto e ripresentato, mentre per il Coco Beach si potrebbe aprire una trattativa alternativa alla vertenza legale: quello però manca è il
tempo rispetto ad una stagione turistica che partirà tra un paio di mesi.

Certo che è abbastanza clamoroso che gli uffici tecnici del Comune abbiano sbagliato il progetto ed a questo proposito interviene Daniela Carassai della lista civica “Ritrovo Lonato”: «La storia del chiosco Madai è una vera gara di slalom per superare i vincoli urbanistici. Nel 2018 si parte con una proposta di project financing presentata alla Giunta comunale: prevede la demolizione del locale e la ricostruzione di un nuovo edificio con medesima destinazione. Ma poi per questione di volumi, fra dichiarati e reali, la proposta non decolla. Adesso anche nel nuovo progetto ci sono problemi: la Soprintendenza lo boccia perché in contrasto con le prescrizioni di tutela indiretta, chiedendo il mantenimento dell’ingombro dei volumi fuori terra e del pergolato. Il vincolo è salvo, anche se sorge un dubbio: tutti i volumi esistenti sono regolari e dotati di concessione edilizia? Per tutto questo - conclude
- attendiamo l’esito della Conferenza conclusiva».













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