La Ciclabile del Garda alla Corte dei Conti

Il Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda ha depositato un esposto in Procura, sotto accusa i costi del tratto trentino. Credits: @tredici_nove


Daniele Peretti


LIMONE. La contestazione nei confronti della ciclabile del Garda nel tratto Limone – Riva, arriva alla Corte dei Conti.

Alcuni rappresentanti del Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda al quale fanno capo una trentina di associazioni tra cui Legambiente, Italia Nostra e Wwf, hanno depositato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Trento.

Sotto accusa i costi dell’opera nel suo tratto trentino: 100 metri per i quali sono stati stanziati 2,180 milioni di euro. Gli ambientalisti hanno conteggiato un costo chilometrico pari a 22 milioni, quando «un chilometro, dicono, di viadotto autostradale costa 25 milioni di euro».

L’intero circuito sarà lungo 144 chilometri col tratto trentino realizzato per la maggior parte con passerelle a sbalzo e tratti in galleria che andrà ad affiancare quelle esistenti sulla strada statale 45 bis. «Dal momento che lo scorso 31 marzo la Giunta provinciale – proseguono gli ambientalisti – ha aggiornato la previsione di spesa a 76 milioni e 888mila euro andando a triplicare i costi iniziali. Secondo i nostri calcoli il tratto trentino arriverebbe a costare 211 milioni rispetto ai 344 dell’intero anello. Si tratta di una cifra spropositata alla quale saranno da aggiungere gli alti costi di manutenzione di un tratto troppo esposto e quindi soggetto a crolli e frane».

L’alternativa? Il trasporto di biciclette e turisti nei tratti più critici utilizzando le imbarcazioni di Navigarda che già si è dichiarata a valutare l’ipotesi di collaborazione specialmente sulla base della spesa che si andrebbe a sostenere per il trasporto alternativo che dovrà essere soggetta ad un piano di recupero.













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