Il discorso

Mattarella: «Dalle guerre solo macerie. Fare spazio alla cultura della pace». Ai giovani: «L’amore non è dominio né possesso»

L'intervento del presidente della Repubblica a reti unificate.  Ha parlato di lavoro, intelligenza artificiale, liste d’attesa, migranti, evasione fiscale. «Votate, il voto libero decide»



ROMA. «Questa sera ci stiamo preparando a festeggiare l'arrivo del nuovo anno.

Nella consueta speranza che si aprano giorni positivi e rassicuranti». Con queste parole si è aperto il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, trasmesso come sempre a reti unificate.

"Non possiamo distogliere il pensiero da quanto avviene intorno a noi. Nella nostra Italia, nel mondo. Sappiamo di trovarci in una stagione che presenta tanti motivi di allarme. E, insieme, nuove opportunità. Avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana", ha detto il presidente della Repubblica. Che nel suo intervento ha parlato di tanti temi tra cui guerra, violenza sulle donne, intelligenza artificiale, lavoro, sanità, evasione fiscale, migranti.

"La pace non è astratto buonismo ma realismo"

"È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità di pace. Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d'uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell'umanità". "Sappiamo che, per porre fine alle guerre in corso, non basta invocare la pace. Occorre che venga perseguita dalla volontà dei governi. Anzitutto, di quelli che hanno scatenato i conflitti".

La guerra, l'odio, "tutto questo accade vicino a noi. Nel cuore dell'Europa. Sulle rive del Mediterraneo. Macerie, non solo fisiche. Che pesano sul nostro presente. E graveranno sul futuro delle nuove generazioni. Di fronte alle quali si presentano oggi, e nel loro possibile avvenire, brutalità che pensavamo, ormai, scomparse; oltre che condannate dalla storia".

Guerre, Mattarella: "La pace non e' astratto buonismo ma realismo"

Il discorso di fine anno del presidente: "L'uscita dalle crisi va perseguita dai governi"

A proposito del conflitto tra Israele e Hamas, Mattarella ha detto: “C'è angoscia per l'orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani d'Israele. Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità. La reazione del governo israeliano, con un'azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti".

"Ragazzi l'amore non è dominio né possesso”

Vorrei rivolgermi ai più giovani. Cari ragazzi, ve lo dico con parole semplici: l'amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio. L'amore - quello vero - è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità". Mattarella parla della "violenza", quella "più odiosa sulle donne".

L'appello: “Votate, il voto libero decide”

"Viviamo un passaggio epocale. Possiamo dare tutti qualcosa alla nostra Italia. Qualcosa di importante. Con i nostri valori. Con la solidarietà di cui siamo capaci. Con la partecipazione attiva alla vita civile. A partire dall'esercizio del diritto di voto. Per definire la strada da percorrere, è il voto libero che decide. Non rispondere a un sondaggio, o stare sui social". 

"Il costo degli alloggi universitari è improponibile"

"Affermare i diritti significa prestare attenzione alle esigenze degli studenti, che vanno aiutati a realizzarsi. Il cui diritto allo studio incontra, nei fatti, ostacoli. A cominciare dai costi di alloggio nelle grandi città universitarie; improponibili per la maggior parte delle famiglie". "Significa - aggiunge il Capo dello Stato - rendere effettiva la parità tra donne e uomini: nella società, nel lavoro, nel carico delle responsabilità familiari".

"Non volgere lo sguardo altrove di fronte ai migranti"

Affermare i diritti significa anche "non volgere lo sguardo altrove di fronte ai migranti". 

"L'intelligenza artificiale una rivoluzione, facciamo che resti umana"

"Adesso, con l'intelligenza artificiale che si autoalimenta, sta generando un progresso inarrestabile. Destinato a modificare profondamente le nostre abitudini professionali, sociali, relazionali. Ci troviamo nel mezzo di quello che verrà ricordato come il grande balzo storico dell'inizio del terzo millennio. Dobbiamo fare in modo che la rivoluzione che stiamo vivendo resti umana. Cioè, iscritta dentro quella tradizione di civiltà che vede, nella persona - e nella sua dignità - il pilastro irrinunziabile". 

"Fare la propria parte significa anche pagare le tasse”

Fare la propria parte per il Paese "significa contribuire, anche fiscalmente. L'evasione riduce, in grande misura, le risorse per la comune sicurezza sociale. E ritarda la rimozione del debito pubblico; che ostacola il nostro sviluppo. Contribuire alla vita e al progresso della Repubblica, della Patria, non può che suscitare orgoglio negli italiani".













Scuola & Ricerca

In primo piano