giovani agricoltori

Sebastiano Dallabrida, dall’officina ai campi di famiglia a Vigolo Vattaro

La scomparsa della mamma ha spinto il 23enne a una scelta radicale, seguendo anche la sua passione per l’allevamento


di Carlo Bridi


VIGOLO VATTARO. Il dolore fa crescere in fretta il lato umano delle persone, ed è questo quanto è successo anche ad un giovane, della Vigolana, particolarmente cresciuta con la grave malattia e poi la scomparsa della madre di appena 49 anni. Parliamo di Sebastiano Dallabrida, un giovane che a 23 anni ha perso la mamma. “La nostra, afferma Sebastiano, è una famiglia molto unita ed una famiglia dedita da generazioni all’agricoltura ed all’allevamento bovino delle vacche da latte in particolare. Ma è anche una famiglia non molto fortunata, prima il nonno Livio morto in giovane età e poi la mamma”.

Il giovane era cresciuto praticamente in stalla dove i genitori lo portavano fin da bambino, ed in questo modo ha maturato una grande passione per l’agricoltura e per gli animali in particolare. Però l’azienda è piuttosto piccola e pertanto aveva fatta una scuola professionale che le offrisse uno sbocco lavorativo fuori ma non troppo lontano dall’azienda quella di autoriparatore. Nei suoi disegni c’era quello di ritornare in azienda più avanti, ma la morte improvvisa di mamma avvenuta alla fine dello scorso anno lo hanno fatto accelerare la scelta. Così si licenziò dal posto di lavoro di meccanico che svolgeva in un’officina di Vigolo Vattaro, (un’attività anche questa che gli piaceva molto) perché ha sempre avuto passione per i motori, per dedicarsi a tempo pieno all’azienda a fianco a papà Sandro prendendo il posto della mamma. Ora è in attesa di potersi iscrivere al corso delle 600 ore organizzato dalla FEM per il conseguimento del brevetto professionale agricolo. Ma dal corso Sebastiano si aspetta anche nuovi input sulle cose possibili da fare per sviluppare al meglio l’azienda. Se verso il comparto zootecnico delle vacche da latte, o verso la pataticoltura o verso i piccoli frutti avendo sempre l’occhio attento al problema mercato. Successivamente chiederà anche il premio d’insediamento per le molte migliorie delle quali abbisogna l’azienda. Innanzitutto c’è il problema della stalla che è ancora a stabulazione fissa, ossia le vacche sono legate con la catena, creando la stabulazione libera anche per aumentare il benessere animale.

L’organizzazione aziendale.

L’azienda ha una superficie complessiva di circa 25 ettari metà dei quali sono in affitto e l’altra metà in proprietà. Circa 15-17 ettari sono coltivati a prato e vengono sfalciati 2-3 volte l’anno. “Quest’anno il primo taglio è stato ritardato molto a causa delle piogge e pertanto la qualità è stata molto scadente anche se la quantità è stata abbondante. In molti prati abbiamo già tagliato un ottimo secondo e nei primi tagliati a maggio anche il terzo taglio. Parte del foraggio viene essiccato nel fienile dotato di essiccatoio e parte viene fasciato in “balloni” di 4-5 quintali fatti con il fieno appena appassito. Parte dell’azienda è coltivata a patate e quest’anno il raccolto lascia un po’ a desiderare perché c’è stato un periodo molto piovoso dopo che sono state messe a dimora. In compenso il prezzo è buono noi pensiamo di venderle tutte in azienda ad un euro a kg, quindi un prezzo molto inferiore di quanto costano al supermercato. Poi non dimentichiamo la qualità quella delle patate di Vigolo è tradizionalmente alta”.

Il numero di capi bovini da latte allevati è di 25 e le razze sono la Bruna Alpina e la Pezzata Rossa. “La produzione media capo/lattazione non è molto alta, i titoli sono generalmente buoni perché l’alimentazione è fatta con il nostro foraggio e non è forzata grasso 3.9 e proteina 3.25. Il latte da moltissimi anni lo conferiamo alla Monti Trentini di Grigno e la remunerazione è purtroppo legata al prezzo internazionale del latte. Certo, sospira il giovane, con i costi che abbiamo sarebbe auspicabile un prezzo migliore”. Per ora il ruolo di Sebastiano in azienda da marzo, è quello di coadiuvante famigliare, ma è evidente che quando avrà conseguito il brevetto professionale dovrà decidere cosa fare con papà.

Sui progetti futuri vi sono delle urgenze come quella della stabulazione libera come intervento minimo, ma anche se la strada sarà quella dell’allevatore di fare una nuova e razionale stalla. “Il mio sogno nel cassetto – sospira – è quello di farmi un’azienda sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico, per dare continuità ad un’azienda che è radicata sul territorio da molte generazioni. Credo che la mia passione per l’allevamento mi possa aiutare nella realizzazione di questo sogno”.

Sebastiano è consapevole dell’importante ruolo per la conservazione dell’ambiente svolto dagli allevatori grazie ai quali viene conservato un territorio più vivibile anche per gli altri comparti produttivi cominciando dal turismo. “Con papà Sandro abbiamo affrontato anche il tema dell’azienda biologica ma abbiamo concluso che per ora non vi sono le condizioni anche perché devono cambiare mentalità i consumatori che non possono pretendere di avere un prodotto privo di difetti e che nello stesso tempo sia ottenuto senza trattamenti”.

E gli hobby? Siamo in presenza di una dinastia di suonatori nel corpo bandistico di Vigolo: “Prima il nonno Livio, poi papà Sandro ed ora anch’io sono nella banda da 11 anni e di recente sono entrato anche in quella di Caldonazzo, paese di mia mamma”. Ma Dallabrida ha anche la passione dei motori dalla Formula 1 alla MotoGp. Ama le arrampicate sulle nostre montagne ed è anche molto socievole con gli altri giovani del paese.













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