Terremoto Federcoop: vince Marina Mattarei 

È la prima donna in 120 anni alla guida del movimento cooperativo Ha battuto di 10 voti Odorizzi. Decisive le divisioni nel mondo del credito


di Ubaldo Cordellini


TRENTO. Se non fosse altisonante, per descrivere quello che è accaduto ieri alla Cooperazione trentina si potrebbe scomodare il film di Luchino Visconti «La caduta degli dei». Anche ieri nella sala grande di via Segantini è caduta una classe dirigente e, con essa, sono finiti in frantumi equilibri vecchi di vent’anni. Alla fine Marina Mattarei, presidente della Famiglia cooperativa della val di Rabbi, è stata eletta presidente della Federazione staccando di soli 10 voti Michele Odorizzi. «Presidente sorrida», le hanno gridato quando Fezzi ha detto il suo nome, ma lei, con addosso un vestito tipico della sua valle, è diventata subito una specie di fontana con le lacrime che hanno iniziato a rigare le sue guance, ha risposto: «Io non so mettere le maschere, non l’ho mai fatto». E poi, diretta a Fezzi che le diceva: «E’ solandra come me» rispondeva: «Mi son rabiesa non solandra».

La sua è l’elezione delle prime volte. E’ la prima volta, in 120 anni di storia, di una donna alla guida del movimento cooperativo trentino. E’ la prima volta che il presidente della Federazione viene scelto con un ballottaggio tirato e non dopo un accordo preventivo. Ed è la prima volta che le vecchie gerarchie cooperative sono costrette ad alzare bandiera bianca. La Mattarei ha vinto, e qualcuno in sala se l’aspettava, anche tra i suoi avversari. In molti, tra i più navigati, speravano che alla fine la forza del sistema, dell’abitudine o la paura del nuovo le sbarrassero la strada. Del resto lei ci aveva già provato nel 2015 appoggiando Geremia Gios. Non era andata bene. E, questa volta che il professore le ha ricambiato il favore, il sogno del cambiamento si è realizzato. Per lei 349 voti mentre Odorizzi si è fermato a 339.

Sarebbe bastato invertire il voto di una grossa cassa rurale per arrivare a un pareggio. E proprio il credito ieri ha segnato il risultato visto che, dopo la sconfitta già al primo turno del proprio candidato Ermanno Villotti, in gran parte, a partire dalla Rurale di Trento, ha deciso di non partecipare al ballottaggio. E chi ha partecipato lo ha fatto in ordine sparso scegliendo, talora, anche la Mattarei. L’assemblea si è aperta con un discorso del presidente uscente Mauro Fezzi che ha annunciato la cessione definitiva dell’area di Piedicastello alla Patrimonio del Trentino entro la fine dell’estate e, poi, ha chiesto che il credito e il nuovo gruppo bancario guidato da Cassa Centrale torni al concetto di risk based, che conceda autonomia alle varie casse rurali o bcc in base alla loro solidità. Poi si è entrati nel vivo con l’appello al voto dei quattro candidati, oltre alla Mattarei e a Odorizzi anche Ermanno Villotti e Piergiorgio Sester.

Villotti nel suo intervento ha attaccato il vicepresidente vicario uscente della Federazione Cesare Cattani, partigiano della Mattarei espressione anche lui del credito, che aveva definito sbagliata la sua candidatura. E’ stata l’unica nota stonata di un’assemblea all’insegna del vogliamoci bene. Con Odorizzi che ha fatto un discorso a braccio di ampio respiro che invitava la cooperazione a recuperare anche un ruolo politico: «L’importante è quello che facciamo. Abbiamo bisogno di fare politica». Villotti, invece, ha insistito molto sia sulla dimensione imprenditoriale delle cooperative che sulla necessità di coccolare le casse rurali: «Le cooperative sono imprese come le altre e devono avere i conti in ordine. Le coop trentine li hanno e vanno bene e le casse rurali devono sentirsi parte del sistema, vanno tenute in considerazione». La Mattarei, invece ha sottolineato la necessità di recuperare una dimensione etica della Cooperazione. Infine Piergiorgio Sester ha detto che è necessario recuperare le radici.

Poi si è passati al voto. I vecchi volponi, soprattutto quelli del credito, hanno capito subito che per Villotti non c’era niente da fare. E al primo spoglio si è capito. La Mattarei aveva già preso il largo con 280 voti, staccando di 30 voti Odorizzi, mentre Villotti si è fermato a 209 e Sester a 33. Lui ha cercato di incassare con stile, ma la sua faccia si è trasformata in una maschera di sale. Furiosi i suoi sponsor Giorgio Fracalossi della Rurale di Trento e Franco Senesi della Rurale dell’Alta Valsugana. Il secondo è rimasto per il ballottaggio, il primo, invece se ne è andato poco dopo . Segno che parte del credito non ha partecipato al voto finale e, quindi, non ha votato né per Odorizzi né per la Mattarei. A favore di quest’ultima, invece, hanno pesato, invece, i voti di Melinda, della Cassa rurale della Bassa Anaunia di Cattani, della Cassa Rurale di Mezzolombardo e, al secondo turno, anche il voto del Cla, oltre che l’appoggio di Sester che ha deviato su lei i suoi pochi consensi. Alla fine, Odorizzi è riuscito a ridurre il distacco, ma non del tutto e c’è stato solo spazio per la prima donna alla Cooperazione.













Scuola & Ricerca

In primo piano