S. Lorenzo, infermieri all’attacco 

«Personale insufficiente nel reparto di Chirurgia». Chiesto incontro a Zeni: «Pronti allo sciopero»


di Marika Caumo


BORGO. Chirurgia in sofferenza di personale infermieristico al San Lorenzo: il sindacato degli infermieri italiani “Nursing up” chiede un potenziamento e annuncia che, in mancanza di risposte, procederà alla mobilitazione del personale. Sono gli effetti della molto discussa riorganizzazione (sulla cui contestata attuazione abbiamo scritto più volte nei mesi scorsi) dell’attività assistenziale, attivata dallo scorso 1 aprile a seguito dei risultati del monitoraggio dei carichi di lavoro del personale dell’Afo Medica e di quella Chirurgica che teneva conto del numero di presenze medie giornaliere in reparto nei fine settimana. In sostanza, a fronte di un numero superiore al fabbisogno in chirurgia e, dall’altra, di un numero insufficiente in medicina, c’è stato l’aumento di personale in quest’ultimo reparto e la riduzione in Chirurgia/Ortopedia, dove è stata tolta la figura di un infermiere il sabato, la domenica e nei festivi. Ciò significa che in quei giorni in reparto ci sono solo un infermiere e un Oss.

«Una riorganizzazione che ha riguardato gli ospedali periferici: giusto potenziare medicina ma rimangono problemi tuttora irrisolti dell’Afo chirurgica del presidio di Borgo, per questo abbiamo chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente con l’assessore Zeni», spiega Cesare Hoffer, coordinatore Nursing up Trento. La riduzione del personale infatti rende difficoltoso garantire adeguati standard assistenziali, con particolare riferimento nel turno notturno e nei week end, quando è presente un solo infermiere. Spesso e soprattutto in questi frangenti, nonostante il personale sia stato ridotto, vengono comunque ricoverati pazienti e/o appoggiati da altri reparti, senza che ci sia una presenza infermieristica commisurata alle reali necessità. «È stato ridotto il personale, ma se ci sono i letti e le necessità vengono riempiti. Arrivano pazienti dal Pronto Soccorso per le osservazioni brevi, dal reparto di Medicina quando non ci sono più posti letto e dal Santa Chiara. Va bene se si tratta di attività standardizzata ma non può essere un polmone di sfogo, perché non è previsto adeguato personale che li assista», prosegue il coordinatore del sindacato.

Incertezza organizzativa e punte di elevato carico di lavoro creano pertanto situazioni di stress lavorativo al personale infermieristico e Oss, che tra l’altro inizia ad avere un'età elevata, a fronte di carichi di lavoro sempre maggiori. «In Trentino l’età media della popolazione lavorativa infermieristica è tra i 50 ed i 55 anni», precisa Hoffer. E chiede di ripristinare la turnistica che c’era prima della riorganizzazione, aumentando il personale: «Riapriamo Chirurgia al 100%. Se l'area chirurgica è un punto nevralgico dell’ospedale per appoggiare pazienti anche da altri reparti, a questo punto deve essere adeguatamente dotata del personale infermieristico necessario. Non si possono avere continuamente carichi di lavoro incontrollati, picchi di attività non standardizzata, essere sempre in emergenza. Nel periodo estivo ancora di più. Ciò che era previsto viene continuamente disatteso». Insomma: i pazienti ci sono ed è dovere dare loro un’assistenza continuativa adeguata, che attualmente non può essere garantita.

Il sindacato ha più volte sollevato il problema alla direzione dell’ospedale di Borgo, incontrando i responsabili lo scorso maggio, e ai referenti aziendali del Servizio ospedaliero provinciale dell’Apss, chiedendo il potenziamento della turnistica con un infermiere aggiuntivo, senza avere risposta: «I nostri professionisti hanno il diritto di lavorare in sicurezza, così come i cittadini/utenti che sono sempre più anziani e complessi ed hanno diritto avere un'idonea qualità di cura», conclude Hoffer, che annuncia: «Se non saremo ascoltati proclameremo la mobilitazione del personale assistenziale dell’Area chirurgica».

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