«Primiero, più verde tra bosco e case e mantenimento a cura degli enti» 

Primiero. Nel corso dell’ultimo appuntamento, alla sala civica Negrelli della Comunità di Valle di Primiero, sugli Stati generali della Montagna promossi dalla Provincia e avente per tema “Paesaggio...



Primiero. Nel corso dell’ultimo appuntamento, alla sala civica Negrelli della Comunità di Valle di Primiero, sugli Stati generali della Montagna promossi dalla Provincia e avente per tema “Paesaggio ambiente e territorio”, Ugo Faoro e Giorgio Scalet hanno presentato un documento con una serie di considerazioni e suggerimenti sulla possibilità di un recupero delle superfici danneggiate dal maltempo di fine ottobre non solo a fini boschivi. Nel documento si auspica «la possibilità di individuare una zona di rispetto ambientale da destinare a verde in corrispondenza dei limiti dei paesi, dopo accurato studio di stabilità idrogeologica, per la separazione degli abitati dal bosco e regolarizzata in un piano urbanistico generale; in questo contesto bisognerebbe programmare e quantificare eventuali lavori di mantenimento del verde senza gravare sul singolo proprietario, ma coinvolgendo altri Enti locali al fine di offrire agli ospiti un territorio maggiormente qualificato. Anche l’Azienda consorziale servizi municipalizzati (Acsm) di Primiero potrebbe recuperare il legname per trasformarlo in cippato da utilizzare nella centrale di Teleriscaldamento».

Il documento di Faoro e Scalet poi continua: «Considerato che in Trentino non sussiste il principio del maso chiuso e le proprietà sono state altamente frazionate, sarebbe possibile stabilire un contributo per metro quadro di area recuperata in modo autonomo dal proprietario, garantendo allo stesso il suo legittimo diritto di proprietà nel modo più assoluto. Inoltre se la necessità di aree adibite a pascolo risulta minima, sarebbe opportuno incentivare le coltivazioni bio (esempio i piccoli frutti o altro) incentivando magari i giovani agricoltori che possano avviare nuove coltivazioni in modo moderno e sostenibile. Il risultato finale garantirebbe anche un minor rischio d’incendi boschivi. C’è da dire che in questi ultimi anni sono stati fatti degli interventi di ripristino del prativo, ma in effetti hanno interessato in genere alcuni masi a quote più alte con limitato impatto visivo dai paesi. Infine bisogna dare atto che Mezzano è il Comune che ha raggiunto i migliori risultati di sistemazione ambientale sopra il paese, governando in modo esemplare il territorio fra centro abitato e limite del bosco». R.B.













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