Oggi si decide il futuro di Borgo e Levico Terme 

I ballottaggi per l’elezione dei due sindaci. In Bassa Valsugana a giocarsi la poltrona in Municipio sono Martina Ferrai ed Enrico Galvan, in riva al lago Tommaso Acler e Gianni Beretta


Paolo Silvestri


Valsugana. Dalle 7 alle 21, 13 ore: è questo il tempo concesso agli elettori di Borgo Valsugana e Levico Terme per decidere in quali mani mettere il proprio futuro. O, quantomeno, quello dei prossimi sei anni. Un lasso di tempo importante nel quale una amministrazione può tracciare rotte in grado di influenzare anche molti anni a seguire. E non sarà una decisione facile in nessuno dei due Comuni. Un po’ per l’equilibrio uscito dalle urne del primo turno, un po’ perché molti di coloro che avevano votato i candidati esclusi dal ballottaggio non avranno riferimenti diretti legati ad apparentamenti (a Borgo, come vederemo, qualcuno ha avuto delle indicazioni di voto però).

Borgo Valsugana

E’ fuori di dubbio che nel centro della Bassa la campagna elettorale si è svolta entro i limiti di un dibattito politico senza toni accesi. A sfidarsi sono (in ordine di voti raccolti al primo turno) Martina Ferrai ed Enrico Galvan. Ferrai, andata al ballottaggio con 1.380 preferenze /34,31%) è sostenuta da tre liste civiche: Innova Borgo - Olle, Viviamo Borgo e Olle e Civitas, terza più votata (14,55%) tra le nove in lizza al primo turno. Galvan invece si era fermato 1.255 preferenze (31,20%) aveva invece alle spalle due civiche: Borgo e Olle Bene Comune (lista più votata con il 18,81% delle preferenze raccolte) e Borgo Domani. Sulla carta Galvan dovrebbe avere per sé anche i 276 voti che erano andati a Sunil Pellanda (nessun apparentamento ufficiale ma solo la dichiarazione di appoggio da parte del candidato sindaco che non entrerà nemmeno in consiglio comunale). Sul piatto rimangono anche i teorici 1.111 di Marika Sbetta, inattesa sconfitta della colazione di centrodestra capeggiata dalla Lega (seconda lista con il 15,03%) uscita con le ossa rotte da una tornata elettorale che nelle contemporanee Europee e Suppletive l’aveva vista semplicemente trionfare. A chi andranno i loro voti? Al (quasi) più “vicino” Galvan (molti voti che si attendeva di ricevere erano andati alla Sbetta) o si lascerà, come dichiarato, di libertà di scelta? E quanto peserà il mancato apparentamento con Galvan? Probabilmente a decidere alla fine sarà quanto seminato in questi giorni tra primo turno e ballottaggio.

Levico Terme

Se a Borgo il clima è sempre rimasto su toni mai sopra le righe, a Levico è stata una campagna elettorale che definire ai veleni è ancora usare un flebile eufemismo. Inutile negarlo: Tommaso Acler (sostenuto Lega, Impegno per Levico e Fare per Levico e Frazioni: 1.782 vori, 41,14%) e Gianni Beretta (con lui Patto Levicense, Levico Futura e Levico e Frazioni al centro, 1.720 voti, 39,71%) se le sono dette e ridette senza esclusione di colpi. Con reciproci attacchi spesso entrando nel personale (che innegabilmente per due candidati sindaco diventa poi politico). Una brutta campagna elettorale dove tra grandi diversità di vedute si intravedono piccoli punti di contatto (nessun apparentamento è tra questi), ma, soprattutto, passione per la propria città. E a proposito di mancati apparentamenti, se dei 5 Stelle di Dal Bianco è difficile dire per chi (se andranno) voteranno, del Pd è possibile pensare che la voglia di confluire su Beretta ci sia visto anche l’intervento sul Trentino di Olivi che attaccava «i nuovi Bravi del centrodestra». I quali, va detto, hanno subito reagito affermando che «dai cattivi maestri non si accettano giudizi». Ma al di là di ideologie e interessi è forse il caso di usare la parole di Walter Arnoldi, presidente degli albergatori di Levico, apparse ieri sul Trentino: «A poche ore da quello che sarà l'esito finale, torno a raccomandarvi che chiunque uscirà vincitore, dovrà tornare quanto prima a confrontarsi con gli avversari politici. Il mio auspicio è che l'intelligenza che riconosco a entrambi torni a prevalere sui personalismi e le cattiverie che hanno condito gli ultimi dibattiti su social o giornali».













Scuola & Ricerca

In primo piano