Perché io firmo/54

Werner Pichler: «I cittadini si arrabbino di più con i politici»



TRENTO. «Per cambiare le cose e ridurre i costi della politica i cittadini dovrebbero arrabbiarsi di più. I politici provinciali parlano e promettono, ma poi se la ridono al ristorante. Se aspettiamo che siano loro a tagliarsi gli stipendi credo che aspetteremo per sempre». Werner Pichler, vulcanico consigliere della Lista Civica al Comune di Castello-Molina di Fiemme, è tra gli oltre 5 mila firmatari dell'appello lanciato dal nostro giornale per la riduzione delle indennità di consiglieri e assessori provinciali.  «Sono in Comune da tre legislature - spiega Pichler - e come scelta personale ho sempre rifiutato il gettone di presenza».  Dopo la lunga pausa dovuta alla crisi amministrativa, il consiglio comunale è tornato a riunirsi due settimane fa. E la battaglia di Pichler sui costi della politica parte proprio dal Comune. Tra le mozioni in attesa di essere discusse ce n'è una che porta la sua firma e che se la prende con «la nostra piccola casta nostrana»: la proposta di Pichler è che ognuno, per quanto di propria competenza, rinunci alla metà dello stipendio, i consiglieri a metà del gettone di presenza e gli assessori e il sindaco a metà dell'indennità. «Ma sono pessimista - confessa il consigliere - in Italia per cambiare servirebbe una rivoluzione "armata", i cittadini dovrebbero arrabbiarsi molto di più e premere dal basso perché i nostri politici si riducano la busta paga, stargli con il fiato sul collo. Per questo tutte le iniziative che spingono in questa direzione sono positive. Basterebbe adeguare le indennità alla media europea, sarebbe già un bel passo avanti». «Prendiamo la diaria di un consigliere provinciale, 3500 euro - prosegue Pichler - è la stessa di un parlamentare che deve andare a Roma. Vi sembra possibile? A me no». (ch.be.)













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