ValsuganAttiva “sfiducia” l’Appa

Tomio: «È sbilanciata a tutela degli interessi di un’azienda che da 35 anni inquina il nostro territorio»


di Marika Caumo


BORGO. «L'Appa? Per noi non è più un organo di fiducia, è troppo sbilanciata a tutela degli interessi di un’azienda che da 35 anni inquina e mina il territorio, l'ambiente e la salute di cittadini e operai». Ci va giù pesante Walter Tomio, presidente di ValsuganAttiva, comitato che da anni si batte contro l'Acciaieria, che ieri mattina, con cartelli e striscioni, ha manifestato in piazza Degasperi. Contro l'Appa, rea di aver rinnovato un’Aia (Autorizzazione di impatto ambientale) che tutela l'azienda, contro la Provincia, rea di aver rigettato il ricorso dei Medici per l'ambiente che chiedevano di riformare l'Aia così come approvata, contro il Comune, reo di non essersi schierato contro questo rigetto.

«La giunta provinciale all'unanimità ha respinto il ricorso dei medici Isde, adducendo motivi tranquillizzanti che non condividiamo - spiega Tomio -. Il monitoraggio in continuo delle diossine doveva essere fatto con la nuova Aia, ce lo aveva assicurato anche il sindaco di Borgo. Non è avvenuto». E ricorda che questo monitoraggio è previsto dal 31 gennaio 2015.

Un secondo punto riguarda il monitoraggio in continuo delle emissioni che escono dai camini (Sme). «Le misure effettuate con lo Sme, dice l'Appa, sono valide solo dopo la sua validazione. Perché validarlo per renderlo effettivo? Solo per ritardare la responsabilità dell'azienda, andandogli incontro e depotenziando lo Sme, da strumento fiscale efficace e immediato a strumento gestionale», continua Tomio. Altro punto, la validità dei controlli autonomi che l'Acciaieria deve fare. «Rispetto a prima, l'Appa dispone che i risultati non abbiano validità per l'applicazione delle sanzioni penali, andando contro quanto previsto dall'articolo 29 del decreto legge 152/2006. Può andare l'Appa contro la legge?», si chiede Tomio. Ultimi aspetti riguardano «la decisione di Appa di ritenere l'impianto a regime nelle più gravose condizioni d'esercizio solo dopo il primo ciclo di colata, che dura 50 minuti. Ciò significa che i valori limite non si applicano prima, così possono caricare qualsiasi materiale», butta lì Tomio, che aggiunge: «La telecamera sopra la dog-house non è a infrarossi quindi la notte non registra, e da oltre un mese non funziona. Se l'Appa non se n'è accorta allora vuol dire che non controlla», chiude Tomio, non prima di aver tirato per la giacca il Comune. «Chiediamo a giunta e sindaco di prendere nettamente le distanze da Appa e Provincia, altrimenti non ci sentiremo rappresentati». Sindaco che si è fermato a discutere con i manifestanti. «Ci sono diversi ruoli, io ho scelto la via istituzionale. Rispetto i comitati ma ne prendo le distanze. E preciso che il ricorso è stato rigettato dalla giunta provinciale, il Comune non c'entra. L'Appa è il nostro referente, ha lavorato con enti terzi per esempio sul Moggio o sulle discariche, e gli esiti sono stati negativi. C'è un miglioramento anche su San Lorenzo, con i valori di cromo esavalente in drastico calo. Negli ultimi 2 mesi, a seguito dell'attività di screening, l'Appa ha segnalato alcune difformità nell'applicazione dell'Aia, inviandole alla Procura della Repubblica. Segnalazioni avvalorate anche dal Comune. Certo non nego che dal 2009 tutto è cambiato».













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