Unioni civili, anche il Pd in piazza Panizza: così non va

Il senatore Patt: «No all’adozione, non voto questo testo» Fravezzi: «Legge necessaria». Tonini: «No alle offensive»


di Chiara Bert


TRENTO. Aumenta la tensione in vista dell’approdo in aula - il 28 gennaio - del disegno di legge Cirinnà sulla regolamentazione delle unioni civili. In parlamento è partita l’offensiva dell’ala cattolica del Partito democratico che, dopo l’emendamento sull’affido rafforzato al posto della stepchild adoption (l’adozione del figlio naturale di uno dei due partner), ha presentato una proposta che prevede la punibilità (con carcere fino a 3 anni e multe fino a un milione di euro) per chi ricorre alla maternità surrogata anche all’estero. «Una proposta che riconosco fatta in buona fede dai proponenti ma che non aiuta a trovare un punto di equilibrio», è la bocciatura di Giorgio Tonini, cattolico e renziano, uno dei pontieri che al Senato stanno lavorando per trovare un accordo in primis dentro il Pd. «Qui non si tratta di perseguire un reato che è tale ovunque, ci sono Paesi che consentono la pratica dell’utero in affitto e mi sembra una norma difficilmente applicabile. Qualche ritocco al ddl è possibile se aiuterà ad allargare la base di consenso ma occorre far prevalere posizioni ragionevoli nel solco della sentenza della Consulta». Tonini ha già detto che voterà convintamente il ddl Cirinnà, «una legge urgente per il Paese». Ma tra i senatori trentini del centrosinistra autonomista le posizioni divergono.

Si definisce «pontiere» anche Vittorio Fravezzi (Upt, Gruppo Autonomie): «Questa legge è un atto di civiltà, in Europa siamo gli unici a non avere una regolamentazione delle unioni civili». Considera «fondate» alcune perplessità sulla stepchild adoption ma - spiega - «confido che si trovi un’intesa, occorre farsi carico laicamente dei diritti dei minori, tutelarli lo considero molto cristiano».

Diversa la posizione del senatore Patt Franco Panizza che aspetta di vedere il testo finale che approderà al voto dell’aula ma intanto annuncia: «Così com’è oggi il testo non lo voto». «Sono convinto che dobbiamo regolamentare le unioni civili ma non fare confusione tra ciò che è famiglia e ciò che non lo è». «Ho molte perplessità, che non riguardano solo l’adozione alle coppie omosessuali dei figli naturali di un partner ma anche gli articoli 2-3 e 4 del disegno di legge che equipara situazioni che non sono equiparabili».

Intanto alla manifestazione di domani «È ora di essere civili» (Piazza Dante, ore 16), lanciata a livello nazionale da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Mit, Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti a sostegno del ddl Cirinnà, aderisce anche il Pd del Trentino e il gruppo provinciale: «Siamo vicini a chi aspetta da tempo la piena attuazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione espressi nella nostra Costituzione. L’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso: crediamo sia arrivato il momento di compiere un passo in avanti verso l’estensione dei diritti, soprattutto in un momento in cui in parlamento arriva per la prima volta una legge innovativa che disciplina la materia». E il Pd rilancia anche l’impegno per «calendarizzare e approvare il ddl contro l'omofobia fermo in consiglio provinciale ormai da settembre» per l’ostruzionismo delle opposizioni e le divisioni interne alla maggioranza.

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