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Trento FilmFestival, vince il Sudafrica di Edkins

La storia di amicizie con lo sfondo delle montagne del Lesotho si è aggiudicato l'ambita Genziana d'Oro



TRENTO. È il regista Teboho Edkins, nato negli Usa e vissuto tra Lesotho e Germania, il vincitore della Genziana d'Oro del 63° Trento Film Festival. La giuria internazionale ha premiato con la genziana più ambita il suo film "Coming of Age". Un villaggio sulle montagne innevate del Lesotho, in Sudafrica, fa da sfondo a questa storia di amicizia tra due coppie di amici. «Davanti all'obiettivo discreto del regista - si legge nelle motivazioni della giuria - queste relazioni si sviluppano in un'affascinante aura di assoluta onestà, e la durezza dell'ambiente naturale è evocata in scene coinvolgenti. Un film di rara delicatezza».

[[(Video) Filmfestival, il trailer di "Coming of age"]]

A "Ninì" del regista Gigi Giustiniani, piemontese d'origine milanese d'adozione, è andata la Genziana d'oro del Club alpino italiano per il miglior film di alpinismo. Una pellicola nata dalla collaborazione tra Giustiniani e l'autore Raffaele Rezzonico, che fa rivivere, esclusivamente attraverso la rielaborazione di materiale fotografico e diari, le scalate e la storia d'amore di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta. «Uno straordinario recupero - secondo la giuria - di un'epoca dell'alpinismo da tempo conclusa presenta un'eroina dell'alpinismo in un periodo in cui quasi non esistevano donne alpiniste»

La Genziana d'Oro della Città di Bolzano per il miglior film di esplorazione e avventura è andata all'epico "Valley Uprising" di Nick Rosen, Peter Mortimer, Josh Lowell che celebra, attraverso materiali d'archivio e aneddoti, l'epopea della valle di Yosemite, scoperta dai pionieri del climbing negli anni Sessanta e recentemente scenario dell'impresa di Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson.

Il Premio della Giuria se l'è aggiudicato "DamNation" di Ben Knight e Travis Rummel. Cronaca di un crescente movimento di attivisti che attraverso azioni spettacolari si battono affinché i fiumi possano tornare nei loro alvei liberi dalle dighe. «Un'opera magistrale e perentoria - ha detto la giuria - imbevuta di un entusiasmo vivace e contagioso».

I verdetti sono stati di una giuria composta da Kavita Bahl, documentarista indipendente, Hervé Barnasse, alpinista e regista di film di montagna, Nancy Rosenthal, fondatrice e direttrice organizzativa del New York Wild Film Festival, dal regista Alessandro Rossetto e da Colin Thubron, scrittore di viaggi e romanziere inglese.













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