IL MISTERO

Tra i lavori a Palazzo Balista spuntano i fantasmi / VIDEO

Rovereto, nella futura sede della Rurale avvistate strane presenze . Tanti gli elementi esoterici dell’edificio che ospitò Cagliostro


di Paolo Tagliente


di Paolo Tagliente

ROVERETO

Quando verrà terminato sarà uno splendido gioiello incastonato nel centro della città, una struttura che la Cassa Rurale di Rovereto trasformerà nella sua prestigiosa sede, ma che comunque in alcune sue parti resterà ancora fruibile ai cittadini. Per ora, Palazzo Balista si parla per motivi. Alcuni degli operai al lavoro nel cantiere della ditta Marsilli, incaricata di riportare la struttura nobiliare all’antico splendore, rendendola funzionale alle esigenze della banca oltre che sicura, avrebbero avuto incontri ravvicinati con non ben definite “presenze” che si aggirano per i saloni e le lunghissime scalinate della struttura realizzata nel 1711 e nel corso dei secoli utilizzata per molteplici scopi. Rumori, voci, il suo inconfondibile di passi sui pavimenti in legno di stanze vuote e, nella notte, anche qualche luce tremolante avvistata dietro le grandi finestre. Si potrebbe parlare di semplice suggestione se non fosse che ad avvertire che a Palazzo Batista c’è qualcosa di “strano” sono stati numerosi operai, in momenti diversi e in luoghi diversi dell’edificio. Segnalazioni tanto frequenti che se ne sarebbe parlato anche ai “piani alti” della Rurale.

Le premesse per fare di palazzo Balista un luogo ideale per fantasmi - perché, se non si fosse ancora capito, di questo stiamo parlando - ci sono tutte. Proprio davanti al portone d’entrata - da cui, a lavori ultimati, oltre che agli uffici della banca, si avrà accesso anche ad una sorta di splendido passaggio di collegamento con via Paoli - sono visibili alcuni strani segni realizzati con porfidi di diverso colore (non sono gli orginali, ma sono stati replicati identici) che, decrittati, racconterebbero la storia dell’edificio. Tra essi, inconfondibile, un grande pentacolo, simbolo esoterico per eccellenza. Pochi passi e, nel grande atrio, tre arcate: sotto quella centrale sarà realizzato il collegamento verso via Paoli mentre da quelle laterali si ha accesso a scale che portano ai piani superiori. Dove sta la particolarità? Sulle chiavi di volta dei tre archi non ci sono le solite decorazioni, ma vi campeggiano, inquietanti e minacciose, tre maschere dalle fattezze demoniache. Nolo solo: nel palazzo, costruito da Nicolò Rosmini - e successivamente diventato anche convento –, probabilmente passò e soggiornò pure Giuseppe Balsamo, meglio noto ai più con il nome di Alessandro, Conte di Cagliostro, esoterista e alchimista vissuto nella seconda metà del 1700, considerato una delle figure più controverse e misteriose del passato. Gli ingredienti per fare di Palazzo Balista un luogo “spiritato” ci sono tutti, insomma.

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