Stramentizzo, processo da Iene alla diga

L'allarme: intasata e inquinata. La replica (non ufficiale): nessun rischio


Jacopo Tomasi


VAL DI CEMBRA. Un vero e proprio "processo" televisivo quello andato in onda nei giorni scorsi a "Le Iene" su Italia Uno. Sul banco degli imputati la Provincia autonoma di Trento, colpevole - secondo l'accusa della "iena" Luigi Pelazza - di trascurare da anni la manutenzione della diga di Stramentizzo, ai danni del sottostante bacino dell'Avisio in val di Cembra e poi a Lavis. Il servizio è stato registrato nel dicembre 2010, ma è andato in onda nei giorni scorsi, trasmettendo un'immagine negativa del Trentino: tra dighe trascurate e omertà di tecnici e dirigenti. Nel suo servizio la "iena" ha spiegato che, in base ad una consulenza affidata ad una società 6 anni fa dalla Provincia, la diga di Strametizzo versa in pessime condizioni. Al suo interno ci sarebbero 3,5 milioni di metri cubi di sedimenti che ostruiscono la valvola di scarico della diga. Non solo. Ci sarebbero anche 10.000 metri cubi di sedimenti tossici - come fluorite e piombo - pronti a finire nel bacino dell'Avisio. Queste accuse sono state portate sul tavolo di un funzionario del Servizio utilizzo acque pubbliche - Ufficio gestione risorse idriche della Provincia. Dopo un tentativo di dribblare le domande della "iena", il funzionario è stato registrato mentre, al telefono con un collega, si lasciava sfuggire frasi del tipo: "questi ci vogliono attaccare, per attaccare le nostre istituzioni","sono servi di Berlusconi", "spero di non aver detto c..., abbiate pietà". Pelazza ha continuato la sua indagine in Trentino interpellando l'ingegner Magnaguagno, della società IdroDolomiti, che gestisce la diga di Stramentizzo. Anche in questo caso l'ingegnere ha smentito i rischi ipotizzati dalle "Iene" e - incalzato dalle domande - ha tagliato corto dicendo: «Sono stufo di queste cose». In ogni caso, durante il servizio, i tecnici della Provincia, ma non solo, hanno ribadito più volte di essere a conoscenza del documento "sbandierato" dalle "Iene", ed assicurato che non c'è alcun rischio e che la situazione è sotto controllo. Il viaggio delle "Iene" quindi si è concluso a San Floriano, presso Egna, dove viene prodotta l'energia raccolta dalla diga e dove si trova il gestore della stessa. Anche in questo caso, però, ha regnato l'omertà. Pelazza infatti ha suonato al citofono, ma alla richiesta di parlare con qualcuno la risposta è stata la seguente: «Non siamo autorizzati a parlare con le "Iene", grazie e buona giornata». La porta della centrale non si è quindi aperta.

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