Scivola e cade nella roggia muore pescatore di Lasino

Il corpo di Francesco Lunelli, 69 anni originario di Calavino, trovato solo ieri ma il decesso dell’uomo risalirebbe ai giorni scorsi. Sarà eseguita l’autopsia



LASINO. Lo hanno trovato un paio di ragazzi ieri pomeriggio qualche minuto prima delle 15. Il corpo di Francesco Lunelli, 69enne originario di Calavino ma da anni residente a Lasino, era riverso nella roggia di Calavino, senza vita. Inutile la corsa dei soccorritori, la morte dell’uomo risalirebbe almeno a 48 ore prima del ritrovamento ma probabilmente a domenica. Lunelli aveva infatti una grandissima passione per la pesca e in quel tratto di roggia c’è la possibilità di andare alla ricerca di pesci solo nel giorno festivo. Particolari questi che saranno chiariti dall’autopsia che dovrebbe anche riuscire a dire che è successo. Ossia se Lunelli sia scivolato nella roggia a causa di un piede messo in fallo, oppure se sia stato un malore improvviso a fargli perdere l’equilibrio e a farlo finire nel corso d’acqua. Indipendentemente dalla causa la triste realtà e che Francesco non c’è più.

L’improvvisa morte di Francesco Lunelli ha lasciato un profondo sconcerto nella gente di Calavino e Lasino: nel primo aveva vissuto fino alla maturità e quindi, venduta la casa paterna, si era trasferito nel paese vicino. Si tratta di uno di quei personaggi di un tempo, che pur nella loro semplicità fanno parlare di sé e si notano quando non ci sono più. Francesco o meglio”Checco”,come lo chiamavano tutti, terminate le scuole elementari, non si era mai posto, come i suoi coetanei, l’obiettivo di costruirsi un’aspettativa lavorativa, che lo appagasse; si limitava ad effettuare qualche piccolo lavoretto, dedicandosi all’unica passione della pesca, ereditata dal padre. Lo ricordano in molti a Calavino verso la metà degli anni Sessanta allorché aveva sistemato una vecchia cantina a mo’ di stube/cantinota,dove si ritrovavano i giovani di allora per ascoltare musica. Col passare degli anni però si è sempre più isolato, estraniandosi dal contesto comunitario ed affrontando, causa anche qualche disavventura economica, una vita di ristrettezze, che cercava, grazie anche alla solidarietà di qualcuno, di rendere meno amare. Lo si vedeva spesso in questi ultimi mesi trascorrere gran parte delle giornate nel vangare un campo lungo la provinciale per Lasino oppure di buon mattino con la canna da pesca sulle spalle dirigersi a piedi lungo il corso della Roggia di Calavino o del torrente Rimone a Ponte Oliveti. (m.b.).













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