Raimondi nuovo procuratore a Trento 

Ieri la nomina da parte del Csm del pm aggiunto che ora è a Brescia: «La magistratura non è potere ma servizio»



TRENTO. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa a Brescia. Una conferenza per illustrare i risultati di un’operazione della guardia di Finanza su una maxi frode nel settore carburanti con la Camorra di mezzo. A seguire l’inchiesta il sostituto procuratore Sandro Raimondi e l’annuncio «fuori tema» riguardava proprio lui. Perché ieri il Consiglio superiore della Magistratura lo ha nominato procuratore capo di Trento.

«Sono molto felice della nomina, era quello che volevo - commenta a caldo il nuovo capo della procura trentina - si tratta di un incarico che ho cercato e voluto. Ora spero di non deludervi. Sono un uomo di poche parole, non amo i discorsi ma preferiscono parlare con i fatti». Sandro Raimondi, vicentino di nascita ma milanese per moltissimi anni, prenderà il posto lasciato libero da Giuseppe Amato che dall’estate 2016 e a Bologna. In questo anno è mezzo è stato il procuratore facente funzioni Marco Gallina a reggere la procura e ieri è arrivata la decisione del Csm sull’assegnazione. «Ho voluto venire a Trento - spiega ancora Raimondi - perché si tratta di una procura molto importante e nella quale si lavora bene». E per illustrare qual’è lo spirito che lo ha portato a lavorare per la giustizia spiega: «Per me la magistratura non è potere ma servizio, tutela delle persone più deboli».

Entrato in magistratura a 25 anni, Raimondi ha iniziato la sua carriera a Milano dove è rimasto per 29 anni. Quindi il trasferimento a Brescia dove ha lavorato come procuratore aggiunto per otto anni occupandosi di grosse inchieste nel campo dell’evasione fiscale, delle truffe e in quello dei reati ambientali. Con inchieste che hanno fatto discutere sugli illeciti nel campo del ciclo dei rifiuti. Come aveva fatto discutere la sua audizione, nel settembre scorso, in commissione bicamerale d’inchiesta a Montecitorio, quando aveva dichiarato che «Brescia è la nuova terra dei fuochi».

In attesa di dare il benvenuto al nuovo procuratore capo, Andrea de Bertolini, presidente dell’ordine degli avvocati trentini esprime «un doveroso apprezzamento per il lavoro svolto da Gallina in questi mesi, che ha dialogato con gli avvocati in maniera paritetica, con un rispetto - reciproco - che caratterizza da sempre Trento. Siamo fiduciosi che il nuovo procuratore capo confermerà questa unicità nel panorama nazionale». (m.d.)













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