Michaele era molto geloso e «spiava» in segreto Yuranis

La rivelazione di uno zio: «Aveva collocato un Gps nel telefono di lei per controllarne i movimenti» Nell’ultimo viaggio in Colombia il giovane si mostrava infastidito se la moglie parlava con un uomo


di Paolo Tagliente


ROVERETO. Sembravano una coppia felice. Ma c'era qualcosa, invisibile ai più, che da tempo minava il loro amore: la patologica gelosia di lui. Che alla base della tragedia accaduta mercoledì 9 ottobre scorso - quando il ventottenne colombiano Michaele Emmanuel Ocampo Ballestas ha prima stangolato la moglie Yuranis Jimenz Cuadrado e poi si è gettato sotto un treno - ci fosse la gelosia lo si era intuito da subito, ma le parole pronunciate da Libardo Square, zio della giovane uccisa, sembrano davvero togliere ogni dubbio. Al quotidiano colombiano El Heraldo, che ha ovviamente seguito la vicenda, l'uomo ha dichiarato che, in occasione dell'ultimo viaggio della coppia nel paese natale, tra gennaio e febbraio di quest'anno, Michaele aveva dato evidenti segni di gelosia nei confronti della bella moglie. Lo si capiva chiaramente ogni volta che a Yuranis rivolgeva la parola a un uomo, fosse un vicino di casa o un amico che non vedeva da anni: Michaele mostrava una scomposta insofferenza che non era sfuggita ai parenti della ragazza. Sempre secondo lo zio, negli ultimi tempi la gelosia del giovane era peggiorata a tal punto da spingerlo a installare nel telefonino della compagna, ovviamente ad insaputa di lei, un minuscolo localizzatore Gps così da sapere in ogni istante dove si trovasse. E questo nonostante le testimonianze di chi conosceva bene Yuranis siano univoche nel dire che lei non aveva mai dato al marito alcun motivo per essere geloso. Possibile che il giovane abbia scoperto qualcosa da sconvolgerlo tanto da fargli perdere il lume della ragione? O ad accecarlo sono state più semplicemente le sue paure, cresciute senza controllo fino a sopraffarlo? Eppure, come scrive il quotidiano, la loro era una bellissima storia d'amore, iniziata sui banchi di scuola. Yuranis e Michaele, infatti, si conoscevano da quando avevano 5 anni. L'amicizia tra i due bambini si era poi trasformata in amore con l'arrivo dell'adolescenza e nei quartieri di Los Cerezos e Los Alpes, dove i due erano cresciuti, sono ancora molti a ricordarli, innamoratissimi. Poi, però, Michaele era partito per l'Italia insieme alla madre: il legame con Yuranis era rimasto forte, anche grazie a Facebook, ma certo la distanza si faceva sentire ed entrambi ne erano ben consci. Così, prima che la storia potesse naufragare, il ragazzo era tornato dalla sua amata. Nel frattempo, la mamma aveva ottenuto la cittadinanza italiana e la coppia (nel frattempo lei aveva terminato gli studi di economia) aveva potuto raggiungerla. Si erano sposati quattro anni fa, Yuranis aveva trovato lavoro e iniziato studiare e anche Michaele aveva trovato occupazione in bar e ristoranti. Poi il trasferimento a Rovereto. Sembrava uno di quegli amori da favola. Fino a quel terribile mercoledì della scorsa settimana. A separarli, la morte: lui sarà sepolto qui, Yuranis tornerà nella sua Cartagena.

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