crisi energetica

Luce e gas, al Comune di Trento costano 7 milioni: riscaldamento e aria condizionata, ecco dove si taglierà

Il sindaco: “In estate valuteremo edificio per edificio. No a tagli sull’illuminazione pubblica, metterebbe a rischio la sicurezza”



TRENTO. “L’importante, anche se sembra una goccia nel mare, è spegnere la luce quando si esce dalla stanza. Un’azione che pare banale e di poco conto ma che significa molto!”. Lo ha ribadito il sindaco Franco Ianeselli, nell’analizzare questa mattina nell’incontro post Giunta, i costi del Comune di Trento per quanto concerne l’energia, sia elettrica che quella del gas.

Il Comune di Trento spende circa 7 milioni e 600 mila euro di energia che si può suddividere il 4 milioni 150.000 per la gestione del calore; 1.500,000 per illuminare e riscaldare i palazzi di proprietà del Comune; 1 milione 200 mila euro per l’illuminazione pubblica ed 800 mila euro per le scuole. “Si può cercare di risparmiare su quasi tutto, iniziando da palazzo Geremia e da palazzo Thun, sia d’inverno con il riscaldamento che d’estate con i climatizzatori. Dove non si può tagliare più di tanto perché metterebbe a rischio la sicurezza dei cittadini, è sull’illuminazione pubblica. Qui si è già intervenuti con l’abbattimento di circa il 50% dei costi grazie alla sostituzione con gli impianti a Led”.

"Ogni settore dell'amministrazione sarà impegnato nelle prossime ore a individuare degli obiettivi di miglioramento – ha detto il sindaco – fino ad aprile i riscaldamenti restano accesi, dunque dovremo cercare di agire sugli orari di accensione e sui gradi. Poi, in estate, quando si accende l'aria condizionata, valuteremo la situazione edificio per edificio: sicuramente in alcuni palazzi si può fare a meno del condizionamento, per esempio nell'aula del consiglio comunale"

Tornare quindi ad una sana “economia domestica” come si diceva un tempo, pur senza arrivare a dire che si è in un’economia di guerra, parrebbe essere la strada migliore anche dal punto di vista sociale. C.L.













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