Lo spot di Berlusconi sul turismo in Italiadimentica le montagne: Trento protesta

Ci sono le città d'arte, il mare, ma non c'è traccia delle Dolomiti patrimonio dell'umanità e neppure delle altre vette italiane, dagli Appennini alle Alpi. Gli albergatori trentini sono in subbuglio. Parecchie le telefonate che invitano l’associazione di categoria ad alzare la voce e a protestare


Robert Tosin


TRENTO. L’Italia turistica? Arte, splendide città, mare e... basta. Le montagne non esistono, nemmeno una lieve collinetta. Le Dolomiti patrimonio dell’umanità Unesco? Neanche l’ombra. Il videospot presentato dal Ministero del Turismo e “narrato” da Silvio Berlusconi trascura non solo il Trentino-Alto Adige, ma anche tutto il patrimonio montano, dagli Appennini alle Alpi, che è voce fondamentale del turismo nazionale.

Gli albergatori trentini sono in subbuglio. Parecchie le telefonate che invitano l’associazione di categoria ad alzare la voce e a protestare. Quello spot, presentato l’altro giorno, andrà presto in onda sulle reti televisive nazionali ma è già visibile sul sito governativo.

Il prodotto del ministro al turismo, Michela Vittoria Brambilla (ma pare ideato quasi totalmente da Berlusconi in persona), ha già raccolto una montagna di critiche che internet ha diffuso in tempo reale. Quelle più feroci riguardano il marchio «Magic Italy», considerato un’oscenità grafica impresentabile: chi lo avvicina a un volantino da mettere sotto il tergicristallo al parcheggio, chi lo vede come una sigla da film hard, altri ancora lo qualificano come uno spot da vendita di materassi. Per non parlare poi dell’inglesismo forzato anche sul logo dell’Italia: magic e non magica.

Ma a quote più alte le lamentele sono proprio relative alle immagini scelte per rappresentare l’Italia turistica. Mancano un sacco di regioni, se vogliamo essere pignoli (e in Abruzzo si sono già lamentati) come mancano del tutto per esempio le spiagge romagnole che pure quattro gatti di turisti riescono a portarseli pure dall’estero. Ma quello che salta agli occhi in tutta evidenza è la completa assenza di immagini che riguardano la montagna. E non solo quella trentina, ma anche quella friulana o della Valle d’Aosta.

Lo spot parte da Firenze con una panoramica su piazza della Signoria, poi passa a una veduta di San Marco a Venezia prima di tuffarsi nella fontana di Trevi a Roma. Poi il mare si vede dalle parti di Capri e Portofino, prima di tornare a Firenze con un primo piano del David di Michelangelo. Giù di nuovo a sud, nella valle dei Templi di Agrigento e su a Roma per ammirare il Ratto di Prosperpina del Bernini. Di Torino passa Stupinigi, di Milano il duomo. Poi di nuovo Firenze sull’Arno, Venezia con il piante di Rialto, il Cupolone di una Roma al tramonto, per chiudere con il Giudizio Universale che non sta proprio in Italia, ma sono sottigliezze perdonabili. Questa è la Magic Italia. Le Dolomiti, evidentemente, sono “magiche” solo per l’Unesco e non per lo Stato italiano.

Il Trentino non è nuovo ad uscire mal ridotto dagli spot governativi sulle bellezze d’Italia. L’altro tentativi promozionale, quello fatto da Rutelli, finì in una sonora risata: l’inglese maccheronico del ministro divenne lo zimbello di youtube e il sito sommava errori su errori nel localizzare i luoghi (tra Alto Adige e Trentino, per esempio), mentre sparivano realtà come il Mart o il lago di Toblino.

Anche per Berlusconi, comunque, è iniziata la gogna web: lo spot è già stato adeguato e le bellezze d’Italia diventano il terremoto in Abruzzo, le immondizie a Napoli, gli scandali politici, le varie escort.

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