La truffa delle aree di servizio Sottratto un milione all’A22 

Evasi i diritti sui prodotti. Tra i dodici indagati i vertici della Hermes Spa. Nei guai anche due dipendenti infedeli della società autostradale, sospettati di segnalare i giorni in cui non erano previsti controlli ispettivi sulla vendita


Luca Marognoli


Trento. Quando ordini un panino all’autogrill non ti chiedi a chi vadano i soldi che allunghi al cassiere. Non tutti sanno che una percentuale va a finire alla società autostradale, che dà in concessione il servizio ad alcune ditte specializzate nella ristorazione e nella vendita di prodotti vari, dal giornale alla pezza di speck. I diritti dovuti variano dal 5%, se si tratta di prodotti tipici locali, al 49% per altri generi di consumo. Se queste percentuali vengono “tagliate” (o azzerate) nella contabilità, si possono fare i soldi, molti soldi. Anche più di un milione in poco più di sei mesi. A tanto ammonta la somma che sarebbe stata sottratta illegalmente alla società Autostrada del Brennero dalla Hermes Spa, ditta con sede legale a Vallata, in provincia di Avellino, che gestisce alcuni autogrill lungo la tratta autostradale (sei quelli oggetto di indagine), nota anche per svolgere servizi analoghi lungo altre arterie stradali e anche presso strutture ospedaliere di tutta Italia (tra le quali il Santa Chiara di Trento).

Come faceva? Con un apparecchietto con display, simile a un cercapersone, che emetteva una luce verde o rossa, e con un registratore di cassa dotato di un tasto speciale, che riportava diciture curiose: “panciotto” oppure “capriccio”. Il primo avvisava quando c’era il rischio di controlli ispettivi, il secondo corrispondeva ad un nome di fantasia che permetteva di registrare contabilmente come prodotti esenti da diritti (o con diritti bassi) dei beni che invece erano soggetti a royalties. Strumenti non certo sofisticatissimi - e piuttosto fantasiosi - ma efficaci quanto basta per commettere una maxitruffa ai danni dell’A22. Non solo: in alcune circostanze gli scontrini non venivano neppure emessi, approfittando di giornate di grande afflusso e del passaggio di pullman di turisti stranieri (sembra che ci fosse un accordo con alcune agenzie di viaggi). Il sistema ha funzionato a lungo, almeno dall’agosto scorso, quando la Polizia stradale in servizio sull’A22 si è accorta di alcune irregolarità apparentemente marginali, ma che hanno permesso alla Guardia di finanza si scoprire l’ingegnoso meccanismo criminoso. Martedì la conclusione dell’operazione “Tarantella” (nome mutuato dall’espressione “facciamo un po’ di tarantella” che gli indagati usavano per “sistemare” la contabilità) con una cinquantina di perquisizioni compiute dall’alba fino al tardo pomeriggio in un blitz che ha coinvolto 125 militari delle Fiamme gialle e 30 agenti della Polstrada. Tra le 12 persone denunciate i vertici della Hermes. Nei guai anche due dipendenti “infedeli” dell’A22, sospettati di avere segnalato i giorni da luce rossa, quando erano previste ispezioni, e da luce verde, quando per la truffa c’era il via libera.













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