PAR CONDICIO

L’Agcom bacchetta Trentino Sviluppo 

Esposto di Fraccaro, M5s, per il ruolo negli eventi con Illy e il segretario Pd: non rispetta la par condicio



TRENTO. Riccardo Illy (candidato Pd alle politiche del 4 marzo) sì, Matteo Renzi, segretario del Pd, sì. Luigi Di Maio (leader del M5S) no. Ai Cinquestelle non è andata giù che Trentino Sviluppo partecipasse, con tanto di nome sulle locandine dell’evento, all’organizzazione dell’incontro al Mart il 19 gennaio con l’industriale del caffè, che 10 giorni dopo sarebbe stato scelto come candidato del Pd, mentre ha rifiutato di far arrivare Luigi Di Maio al Polo della Meccatronica di Rovereto durante il suo giro pre elettorale d’Italia. Senza tener conto del fatto che la stessa Trentino Sviluppo aveva ospitato al Polo della Meccatronica il segretario del Pd Matteo Renzi nel suo tour d’Italia pre elettorale.

E così Riccardo Fraccaro, onorevole del M5s, ha scritto una lettera al Garante per le comunicazioni (Agcom) lamentando una violazione della par condicio, in piena campagna elettorale, da parte di Trentino Sviluppo che controlla Meccatronica.

L’Agcom ha girato la pratica al Corecom (Comitato per le comunicazioni) di Trento che, in prima battuta, ha osservando come Trentino Sviluppo, gestita con nomine pubbliche e finanziata con denaro pure pubblico, abbia un profilo giuridico privato e quindi non debba sottostare alle norme par condicio. 

Agcom però ha replicato, che, oltre l'aspetto puramente formale, non è comunque opportuno per una società pubblica, sia pure una in-house, utilizzare due pesi e due misure. E così al Corecom, dopo una consultazione interna ed un’istruttoria, si è convenuto di mandare una lettera di richiamo a Trentino Sviluppo presieduta da Flavio Tosi. 

 













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