Il muro abusivo è stato demolito

Vigo Rendena, il manufatto del sindaco bocciato dal Tar: la sanatoria concessa dal «suo» consiglio


di Giuseppe Ciaghi


VIGO RENDENA. È stato demolito a Vigo Rendena il muro della discordia, quello costruito dal sindaco Ezio Loranzi a confine con la proprietà di Luca Scarazzini in difformità dal regolamento edilizio comunale. Il muro è stato al centro di una battaglia a suon di carte bollate, che si è conclusa con la sentenza del Tar di Trento del maggio scorso che ha riconosciuto le ragioni di Scarazzini, annullando la concessione edilizia in sanatoria rilasciata ad Ezio Loranzi dalla sua stessa commissione edilizia.

Tale muro, costruito più alto di quasi un metro, era a sostegno del vano (trasformato in magazzino) che era stato ricavato abusivamente. Il primo cittadino lo aveva fatto erigere in deroga alla normativa in vigore, con il consenso e il sostegno appunto della commissione edilizia formata da autorevoli tecnici, come l’ingegnere Massimo Dalbon, l’architetta Alessandra Sordo, il dotto Stefani, vicesegretario del Comune di Tione. Il consiglio comunale aveva ratificato la concessione, infischiandosene dei ricorsi e delle lamentele del confinante, costretto a rivolgersi alla magistratura, con spese e quanto tutto ciò comporta in termini di tempo e di stati d'animo per difendere la sua proprietà. Trova conclusione in questo modo una vicenda trascinatasi per qualche anno, una brutta storia che ha suscitato sconcerto e diviso il paese, con un cittadino costretto a ricorrere alla giustizia amministrativa per far valere le proprie ragioni contro il suo Comune, l'ente che avrebbe dovuto tutelarlo nei suoi diritti.

«Lo hanno portato all’altezza di 1 metro e 70, ma è stata dura. Quanto ho dovuto faticare per ottenerla», confessa amaramente lo Scarazzini. Che aggiunge: «Non è una vittoria per me; non è che ne gioisca. Anzi sono dispiaciuto per quanto è successo. E' una cosa che si sarebbe potuta evitare, dando seguito all'ordinanza di demolizione di due anni fa».

Si tratta ora di capire se è stata scritta definitivamente la parola fine alla vicenda, o non ci siano altre puntate.













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