Il Comune di Avio insiste: «Togliete l’orso dal Baldo»

Partecipata la serata (tra pro e contro) con il responsabile del progetto Life Ursus . Ma il sindaco chiede ancora alla Provincia di far sparire il plantigrado



AVIO. Serata molto interessante quella organizzata ad Avio da Comune e Provincia per conoscere in tutti i suoi aspetti l'orso bruno che fa paura soprattutto tra gli allevatori che portano il loro bestiame sul monte Baldo dove il plantigrado da qualche anno è di casa. Claudio Groff, responsabile del progetto Live Ursus partito nel 1997 con l'introduzione di 9 soggetti sloveni è stato ben chiaro nella propria esposizione riconoscendo effettivamente che qualche rischio ci può essere ma non per l'uomo se l'animale - tendenzialmente molto schivo - viene lasciato in pace. La presenza di questi grandi onnivori in Trentino è addirittura «la più monitorata al mondo» secondo l'esperto provinciale. E' vero anche però che se all'epoca dell'avviamento del progetto i favorevoli alla reintroduzione dell'orso si attestavano sul 70% ora questa percentuale si è invertita probabilmente perché in passato non più di due o tre esemplari erano diventati problematici provocando effettivamente delle razzie di animali. Ora la Provincia ha la possibilità di intervenire con più rapidità per ovviare a questi inconvenienti qualora si ravvisasse la necessità.

Non è così al momento per il soggetto M11 in pianta stabile sul Baldo meridionale anche se di frequente lo si è notato troppo vicino alle malghe.La sua eccessiva confidenza con gli umani sarebbe dovuta al fatto che da cucciolo fu catturato - dopo essere rimasto senza madre - e portato al Casteller per qualche tempo prima di essere rilasciato sulla Paganella e quindi appare normale il suo comportamento «ma se dovranno esserci dei problemi quando sarà adulto verrà di certo rimosso dal territorio ma per favore non parliamo di ammazzarlo» come qualcuno ha sostenuto in sala.

Gli orsi, che non sono predatori per natura di animali selvatici, hanno un'attività notturna e sul monte Baldo hanno trovato il loro habitat naturale visto che la loro dieta è prevalentemente vegetariana anche se non disdegna di farsi qualche scorpacciata di miele o di azzannare qualche pecora. E' successo sul Baldo veronese e gli indennizzi previsti non sono stati ancora elargiti come vorrebbe la prassi ma questa è una mancanza - come è stato sottolineato - della regione Veneto. Decisamente anche sbagliate le cifre - nella credenza popolare - che parlano di una decina di plantigradi sulla catena montuosa visto che per ogni 100 chilometri quadrati non ci sono più di 2-3 esemplari. Contestato anche il fatto - secondo chi ha un esercizio ricettivo in quota - che gli orsi attirano i turisti come invece indicano i sondaggi Doxa o di quanto avviene ad esempio in Abruzzo. All'accusa di strumentalizzare la questione orso l'onorevole Fugatti ha replicato che i politici si fanno solo portavoce dei timori e delle paure degli allevatori temendo che arrivino a spopolare la montagna e questo sarebbe inammissibile e non è un caso che in consiglio comunale ad Avio sia stata approvata una mozione per far allontanare i plantigradi tanto indesiderati ma non da tutti. Normale comunque che in presenza dell'orso ci siano danni - ha sottolineato ancora Groff - ma la Provincia paga per questo 40-60 mila euro l'anno fornendo anche recinzioni elettriche specifiche per proteggere le greggi o alveari. In chiusura di serata il sindaco Borghetti ha ricordato che è stato richiesto un incontro con il presidente reggente Pacher proprio su questa questione dove verrà richiesto un intervento per l'allontanamento coatto dell'orso bruno.(f.r)

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