Gli insegnanti in piazza «Ora i soldi per il contratto» 

La protesta. In 300 ieri hanno manifestato in piazza Dante ma il palazzo è rimasto blindato I sindacati: «La scuola non è una priorità a parole, servono risorse vere per chi ci lavora» 

di Fabio Peterlongo
Trento. Gli insegnanti della scuola pubblica sono scesi in piazza a manifestare "armati" di mestoli e pentolini, megafoni e sirene per fare un gran rumore e "svegliare" la giunta Fugatti, "colpevole" di non trovare le risorse per il rinnovo del contratto. Sono stati circa trecento i docenti che hanno protestato ieri con Cgil, Cisl, Uil e autonomi (Satos e Gilda) di fronte al palazzo della Provincia. Hanno trovato la porta del palazzo chiusa a chiave, in un gesto che non è piaciuto a Stefania Galli, segretaria Cisl Scuola: «Hanno sprangato la porta come fossimo i peggiori teppisti, ma siamo insegnanti ed abbiamo a cuore il rispetto per le istituzioni». Le richieste dei sindacati comprendono il rinnovo del contratto scaduto a dicembre scorso e un aumento salariale in linea con quello previsto a livello nazionale e a Bolzano: «Il governo centrale ha stanziato i fondi per un aumento di 80-100 euro mensili, ma la Provincia sembra proporre solo un adeguamento all'inflazione, è insufficiente», ha commentato Cinzia Mazzacca, segretaria Cgil Scuola. Il 15 dicembre è stato fissato un incontro con l'assessore all'istruzione Mirco Bisesti: «Non sappiamo cosa ci proporrà, ma serve un impegno preciso e soldi stanziati, non solo promesse», ha precisato Galli. Dello stesso avviso Franco Ianeselli, segretario generale Cgil Trentino: «In gergo sindacale si chiama "esigibilità" di un contratto, significa che occorrono soldi stanziati, non "gettoni d'oro" che cascano da un albero. Le risorse devono essere sicure». La Uil fa presente il trattamento preferenziale riservato alle scuole "paritarie": «Mentre l'Istituto pubblico Pertini crolla, vengono stanziati i fondi per gli Artigianelli - riflette Pietro Di Fiore, segretario Uil Scuola - Non contestiamo tanto i fondi per i nidi privati che potrebbero anche svolgere una funzione di supplenza al pubblico, ma è inaccettabile che istituti come l'Arcivescovile, il Sacro Cuore, ecc, abbiano ricevuto 14 milioni di denaro pubblico, quando noi chiediamo una cifra simile per il rinnovo del contratto scaduto. Si tratta di clientelismi politici». Tra i manifestanti, l'insegnante di italiano Barbara Fornasa ha richiamato l'attenzione sull'insegnamento di sostegno: «Sono tantissimi gli scolari con difficoltà importanti che non sono tutelati dalla legge 104, perché le loro problematiche non sono sufficientemente riconosciute. Così gli insegnanti si trovano a fare anche da sostegno dovendo rallentare l'intera classe. Servono più risorse e un ampliamento della platea della legge 104».

La mobilitazione continua lunedì 9 dicembre al Cinema Vittoria a Trento, con l'assemblea degli insegnanti degli istituti superiori ed un altro presidio sotto la Provincia. Si prosegue poi mercoledì 11 alla sala della Cooperazione, con l'assemblea degli insegnanti della scuola dell'infanzia, della formazione professionale e del personale Ata ed assistente educatore.