Fugatti gioca d’anticipo «Voglio Ring Dolomiti e Valsugana elettrica» 

Il governatore ieri era a Roma. Faccia a faccia con il sottosegretario Giorgetti a solo due giorni dall’investitura a Losanna: «Torino vuole offrirci la propria pista di pattinaggio? Noi andiamo avanti con Piné, ci crediamo dall’inizio. Sappiamo che le pressioni non mancheranno»

Trento. Il 2026 lontano? Macchè, i giochi olimpici dal punto di vista organizzativo sono dietro l’angolo. E se Torino prova subito ad allungare le mani sulla pista di pattinaggio pinetana (vedi pagina a fianco) il governatore trentino Maurizio Fugatti gioca d’anticipo con il governo. Come? Ieri ad appena due giorni dall’investitura di Losanna, Fugatti era già a Roma, dove al sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti ha detto chiaro e tondo che le Olimpiadi dovranno essere occasione per infrastrutturare il Trentino, migliorandone le connessioni con i territori limitrofi: «A cosa mi riferisco? Il tema infrastrutture è altrettanto importante della pur strategica questione organizzativa e delle stesse bellissime location che ospiteranno le varie gare. Servono risorse, vero che ci sono 800 milioni del Cio, ma il governo dovrà fare la propria parte. Quindi ho chiesto in primo luogo l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana. Perché aspettare, faccio un esempio, il 2028 per farla? I turisti che atterreranno a Venezia, polo aeroportuale che con Verona diventerà centrale per le Olimpiadi, troverà un collegamento ferroviario moderno per il Trentino, non già dei treni diesel. E questa miglioria, la ferrovia elettrificata, è attesa da tempo. Va fatta ora in una logica integrata e sostenibile, e resterà poi in dote al Veneto e al Trentino».

Quell’anello mancante

«Al governo abbiamo chiesto (e Giorgetti è stato il regista a livello governativo di questa investitura olimpica) che questa sia l’occasione per portare finalmente a compimento il Ring ferroviarie delle Dolomiti. Qui siamo tutt’altro che all’anno zero, le amministrazioni provinciali precedenti ci hanno lavorato: è più Veneto che Trentino ma noi interessa per le zone di confine, come il Primiero e la Valsugana. In primo luogo si potrebbe unire la ferrovia che da Trento va verso Bassano e che, a quel punto, potrebbe salire verso Feltre» argomenta il presidente della Provincia.

Nella località veneta c’è già una ferrovia che potrebbe arrivare a Belluno. E lo si farebbe potenziando l’elettrificazione: da Belluno esiste già il tratto sino a Calalzo. A quel punto l’intervento sarebbe fare il nuovo tratto per Cortina e Dobbiaco. In Alto Adige si salirebbe sul treno Rfi che porta verso Bressanone. Da lì a Bolzano e poi di nuovo a Trento. Questo sarebbe il Ring, l’anello, delle Dolomiti. All’idea stava lavorando già l’assessore ai trasporti della giunta Rossi, Mauro Gilmozzi che, proprio in ottica di possibile investitura olimpica, si era mosso. Ipotizzando anche due anelli minori, turistici, oltre al ring maggiore.

«Sono quelli del treno delle valli di Fiemme e di Fassa, la Trans Dolomites, per capirci. C’è poi quello studio fatto dalla Sat di Bolzano che vedrebbe un collegamento tra il capoluogo altoatesino e Cortina. Sono diversi gli studi sui treni ma quello che metterebbe in connessione il Trentino e l’Alto Adige intorno alle Dolomiti sarebbe indubbiamente il Ring. Vi è poi un approfondimento che si inserisce nel tema più generale dei collegamenti con il Veneto» aveva spiegato a suo tempo Gilmozzi.

Torino ci sgambetta?

Ma torniamo al governatore. Cosa c’è dunque all’orizzonte dal punto di vista programmatico-finanziario? «Lo Stato, e l'incontro di Roma lo ha confermato, è impegnato accanto alle Regioni ed alle Province autonome per assicurare supporto finanziario e progettuale. Per consentire all'Italia di vincere prima di tutto sul piano dell'affidabilità e della qualità - osserva Fugatti - consegnando un'eredità post Olimpiadi all'insegna del rispetto ambientale e di un'utilità "durevole" di quanto verrà realizzato».

É tutto, anzi no. E la grana della pista di ghiaccio, la sorta di proposta indecente, che ci viene “offerta” da Torino? «Noi crediamo sin dall’inizio a questo coinvolgimento del Trentino per le Olimpiadi del 2026. E quindi andiamo avanti, anche se posso capire che altri territori ci provino. Non ci nascondiamo che, andando avanti, le pressioni saranno tante» taglia corto il governatore. Ed i Giochi si confermano un affare serissimo.G.T.