autonomia

Catalogna, lettera di Rossi e Kompatscher ai due governi

I governatori di Trento e Bolzano: bisogna rispettare lo Stato di diritto



BOLZANO. «La via è quella dell'autonomia e dell'autogoverno dentro lo Stato». Lo affermano i presidenti delle Provincie di Trento e di Bolzano Ugo Rossi ed Arno Kompatscher in una lettera inviata al governo spagnolo e a quello della Catalogna, ricordando l'esperienza autonomistica del Trentino e Alto Adige, che «in una stagione di forti tensioni ha garantito pace e benessere alle popolazioni dei due territori».

I due governatori auspicano che fra Spagna e Catalogna «possa aprirsi un confronto costruttivo, in un'ottica di rispetto e comprensione delle reciproche posizioni e di valorizzazione delle diverse istanze». «Stiamo seguendo con apprensione e particolare attenzione quanto sta accadendo in queste settimane in Catalogna», scrivono Kompatscher e Rossi.

«La nostra esperienza ci insegna inoltre che le buone ragioni delle autonomie non possono prescindere dal rispetto dello stato di diritto, dalla negoziazione e dai principi costituzionali. Esse devono essere in dialogo costante con gli altri livelli di governo. Solo in questo modo possono rappresentare un valore aggiunto anche per l'intero sistema e un baluardo a difesa della democrazia», aggiungono i presidenti.

«I nostri sistemi di autogoverno - dicono i governatori - hanno potuto svilupparsi grazie anche alla dinamicità e al continuo processo di rinnovamento e ridefinizione degli equilibri tra i diversi livelli istituzionali, all'interno del quale hanno assunto un ruolo di assoluto rilievo le norme di attuazione dello Statuto di autonomia».

«Il nostro auspicio - concludono Rossi e Kompatscher - è che in Spagna e in Catalogna possa aprirsi un dialogo ed un confronto costruttivo tra governo nazionale e governo catalano, in un'ottica di rispetto e comprensione delle reciproche posizioni e di valorizzazione delle diverse istanze. Sarebbe altresì auspicabile, anche alla luce delle nuove dinamiche sociali, politiche ed economiche, che si aprisse a livello nazionale ed europeo una seria riflessione sul futuro degli enti territoriali e sull'opportunità di rilanciare il valore del regionalismo all'interno del rinnovato contesto internazionale».













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