Arriva il bonus ai comuni: per ogni profugo 500 euro 

Fondi statali destinati a chi organizza progetti di integrazione sul territorio La Provincia e gli enti locali stanno studiando un protocollo per l’uso dei soldi


di Andrea Selva


TRENTO. Lo Stato premia i comuni che accolgono i profughi: il bonus - previsto da due decreti legge del 2016 e del 2017 - ammonta a 500 euro per ogni migrante accolto sul territorio comunale. Soldi che per tutti i comuni trentini coinvolti nell’accoglienza valgono 800 mila euro e solo nel caso di Trento (circa 600 persone accolte sul territorio comunale) garantiranno l’arrivo, per il 2018, di circa 300 mila euro.

Si tratta di fondi che vanno al di là delle risorse stanziate per il vitto, l’alloggio e i servizi di prima accoglienza (garantiti dalla Provincia che viene successivamente rimborsata dallo Stato) e che dovrebbero servire per puntare sull’integrazione, sulla formazione e sull’inserimento lavorativo di persone destinate (in caso di accoglimento della domanda) a restare in Italia.

E per gestire al meglio questi fondi la Provincia di Trento e i Comuni stanno preparando un protocollo con una serie di indicazioni e soprattutto con la possibilità di creare progetti sovracomunali a favore dei richiedenti asilo e delle comunità che li ospitano. La dimensione ideale sarebbe quella delle comunità di valle, che sono dotate di servizi per l’assistenza sociale e garantiscono un minimo di economie di scala.

Proprio il protocollo per la gestione dei fondi era all’ordine del giorno ieri mattina, durante la riunione di giunta del consiglio delle autonomie: «Stiamo ragionando su come utilizzare al meglio queste risorse» ha spiegato il presidente del consorzio dei comuni, Paride Gianmoena, assicurando che in un paio di settimane al massimo il protocollo sarà sottoposto al vaglio del consiglio delle autonomie e quindi si potrà partire con la fase dei progetti.

Non è la prima volta che questi fondi vengono liquidati ai comuni trentini. Già nel 2017 infatti erano stati pagati, per la prima volta, questi fondi destinati all’integrazione. Ma la novità ora è l’accordo provinciale (in via di definizione) che dovrebbe garantire un utilizzo più efficace delle risorse. I fondi verranno liquidati direttamente ai comuni che potranno gestirli in completa autonomia ma - come spiega ancora Gianmoena - potrebbero anche rinunciare alle somme statali per destinarle a progetti più ampi che potrebbero dare risultati migliori.

La maggior parte dei comuni trentini resterà comunque esclusa da questa ripartizione: sono solo 66 su 177 infatti i comuni trentini che ospitano profughi sul proprio territorio, con 111 amministrazioni (come abbiamo scritto sul Trentino nei giorni scorsi) che non hanno finora avviato alcuna iniziativa di accoglienza.

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