«Il Comune espropri l’area ex Cattoi per farne un parco» 

La richiesta lanciata dal pubblico nell’incontro organizzato dagli ambientalisti. Auditorium pieno, iniziativa riuscita


di Alessandra Cattoi


RIVA. Il futuro dell’area ex Cattoi è costellato di punti interrogativi. Ma una cosa è certa: i cittadini sono attenti, preoccupati e vogliono dire la loro. E per capire che aria tira è bastato un incontro sul tema del futuro della fascia lago e dell’area del Linfano, promosso da Italia Nostra, Wwf Trentino, Comitato Olivaia, Comitato Sviluppo Sostenibile e associazione Riccardo Pinter.

Venerdì sera all’auditorium del Conservatorio c’erano solo posti in piedi per una serata che è servita a mettere in fila le trasformazioni avvenute negli ultimi decenni da Torbole a Riva, passando per il Linfano, proprio nel momento in cui il Comune di Riva, scaduto il piano firmato dieci anni fa dall’architetto Cecchetto, si appresta a elaborare la futura pianificazione.

Sulle evoluzioni degli ultimi anni si è concentrato l’intervento di Beppo Toffolon, che, richiamando lo spirito del Piano Urbanistico Provinciale del 1967, giudica la nuova pianificazione «un’occasione per rimediare agli sconci previsti ma non ancora realizzati». Nel mirino del presidente di Italia Nostra il progetto del nuovo centro congressi «che prevede una torre scenica di otto piani, impattante e sovradimensionata, ma che avrà almeno di pregio di diventare il punto di riferimento per tutti i naviganti del Garda». Commenti negativi sulla scarsa omogeneità tra viale Carducci e viale Rovereto e sul progetto per l’area ex Cattoi: «Totalmente fuori contesto, sarebbe andato bene in una zona agricola in Inghilterra non a ridosso del centro di Riva».

Numerosi gli amministratori locali presenti in sala, dal sindaco di Arco Alessandro Betta a quello di Nago Torbole Gianni Morandi, passando per alcuni assessori e numerosi consiglieri comunali di tutti gli schieramenti. Tornando sulla sua proposta del comune unico per l’Alto Garda, Alessandro Betta ha lanciato una nuova provocazione: «Se invece di avere sette diversi comuni ce ne fosse uno solo, non credete sarebbe più semplice prendere le decisioni per la fascia lago?».

Di proposte concrete, in realtà, non se ne sono sentite molte, ma le raccomandazioni del mondo ambientalista sono di rimanere ben ancorati al no al nuovo consumo di suolo, alla protezione delle aree agricole e alla rigenerazione degli edifici esistenti.

A scatenare gli applausi in sala l’intervento dell’avvocato Renato Ballardini: «Non si possono avere dubbi sull’area dell’ex Cattoi. La destinazione è elementare: deve essere un parco pubblico. Il Comune, o la Provincia, dovrebbero provare a ricomprare l’area, oppure deliberare per la destinazione ad uso pubblico e poi procedere all’esproprio».

Alla serata non era presente Heinz Peter Hager, altrimenti si sarebbe sentito dire dai rivani che di costruire sull’ex Cattoi proprio non ne vogliono sentire parlare. Impossibile non tenere conto di tutto ciò, così come ne dovrà tenere conto l’amministrazione comunale che ancora non ha iniziato formalmente a discutere della nuova pianificazione urbanistica. Ma i tempi corrono velocemente e non si potrà rimandare in eterno.

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